di Francesca Raguso
Il basket come passione, percorso di crescita e punto di riferimento nei momenti più importanti della vita. È questo il filo conduttore della storia di Cinzia Armenti, playmaker della De Florio Nuovi Orizzonti, che si racconta ripercorrendo le tappe principali della propria carriera e guardando con determinazione alla nuova avventura in Serie B femminile.
Dagli esordi nel settore giovanile della Pink Bari al trasferimento a Orvieto a soli 16 anni, fino alle esperienze maturate tra A2 e Serie B, Armenti ha costruito il proprio bagaglio tecnico e umano attraverso squadre, persone e obiettivi che hanno lasciato un segno profondo. Oggi, con la maglia della formazione tarantina, la playmaker è pronta a mettere la propria esperienza al servizio del gruppo, in un campionato che richiede continuità, concentrazione e capacità di reagire alle difficoltà.
DA BARI A ORVIETO, IL PRIMO GRANDE SALTO
Il percorso di Armenti parte dalla Pink Bari, società nella quale è cresciuta cestisticamente. A 16 anni arriva la possibilità di trasferirsi a Orvieto per affrontare l’esperienza in A2, raggiungendo anche le finali nazionali giovanili. Un passaggio importante, che rappresenta il primo vero confronto con una realtà lontana da casa e con un livello di pallacanestro più impegnativo.
«La mia esperienza a Orvieto è stata il primo vero salto fuori casa. Avevo solo 16 anni, ero piccola, vivace, e mi sono ritrovata in una squadra fortissima: per me era un sogno che si stava realizzando. Ho incontrato persone meravigliose che porto ancora oggi nel cuore. È stata la prima volta in cui ho capito davvero cosa significasse vivere il basket a livello professionale».
Un’esperienza che ha contribuito a formare non soltanto la giocatrice, ma anche la persona, insegnandole il valore del sacrificio e della quotidianità vissuta dentro una squadra.
LE ESPERIENZE CHE HANNO LASCIATO IL SEGNO
Nel corso della carriera, Armenti ha vestito diverse maglie, maturando esperienze tra A2 e Serie B. Ogni tappa ha rappresentato un’occasione per crescere, affrontare nuove sfide e rafforzare il proprio carattere.
«Il basket mi ha salvato, a lui devo tutto. Se oggi sono la persona che mostro è grazie a questo sport. Le esperienze tra A2 e Serie B mi hanno insegnato soprattutto la forza di non arrendersi mai. Ogni maglia che ho indossato mi ha lasciato qualcosa: disciplina, carattere, resilienza».
Quando le si chiede quale sia stata l’esperienza più significativa, la playmaker non individua un’unica risposta. Sono tre, infatti, le realtà che occupano un posto speciale nei suoi ricordi.
La Pink Bari rappresenta il primo amore cestistico, quello delle radici e dei legami che resistono al tempo. «Ancora oggi, quando torno su quel campo, sento un nodo alla gola», racconta Armenti.
A Potenza, invece, è arrivata la possibilità di inseguire un traguardo importante, sfiorando la promozione in A2. «Lì ho sognato ad occhi aperti. Mi sentivo completa, forte, dentro un contesto che mi spingeva a dare sempre di più».
Infine Benevento, un’esperienza che va oltre il parquet e i risultati sportivi. «Lì ho incontrato le mie persone, ciò che di più bello ho nella mia vita». Parole che raccontano quanto, nella pallacanestro, i rapporti umani possano assumere un valore persino superiore a quello delle vittorie.
LA NUOVA AVVENTURA CON LA DE FLORIO NUOVI ORIZZONTI
Adesso per Armenti c’è la De Florio Nuovi Orizzonti, una nuova opportunità per mettere a disposizione della squadra il proprio bagaglio di esperienza. L’impatto con il gruppo e con lo staff tecnico è stato positivo.
«Mi sto trovando bene. Il gruppo è disponibile, bello, coeso. Lo staff è molto presente».
Un ambiente nel quale costruire progressivamente intesa e meccanismi di gioco, elementi fondamentali per affrontare un campionato competitivo come quello di Serie B femminile.
Le prime due partite hanno però lasciato in eredità altrettante sconfitte, maturate nonostante un buon approccio iniziale. Un avvio che richiede riflessioni, ma che, nelle parole della playmaker, non deve trasformarsi in un motivo di scoraggiamento.
L’analisi mette in evidenza un aspetto sul quale sarà necessario lavorare: la capacità di mantenere concentrazione e qualità delle scelte anche quando la partita entra nelle sue fasi decisive. Un dettaglio che, a questi livelli, può fare la differenza tra una buona prestazione e un risultato positivo.
INTENSITÀ E LUCIDITÀ PER CAMBIARE PASSO
La strada indicata da Armenti è chiara. Gli allenamenti dovranno servire a consolidare la condizione della squadra, migliorare la gestione dei momenti delicati e mantenere alta l’attenzione per tutta la durata delle gare.
«Ci concentreremo sull’intensità alta e sulla lucidità mentale fino all’ultimo secondo. Per affrontare un campionato di Serie B servono cuore e dedizione: non esistono alibi, non esistono scuse, esiste solo lottare ogni giorno».
Un messaggio che racchiude la mentalità con cui la playmaker intende affrontare la stagione. La Serie B richiede continuità, sacrificio e capacità di reagire agli ostacoli: qualità che si costruiscono in palestra, attraverso il lavoro quotidiano e la disponibilità di ogni componente del gruppo a mettersi al servizio della squadra.
L’OBIETTIVO: CRESCERE INSIEME E ARRIVARE IN ALTO
Lo sguardo è rivolto al futuro, con obiettivi che riguardano sia il percorso collettivo sia la crescita individuale. La De Florio Nuovi Orizzonti è chiamata a trovare una propria identità, rafforzare l’intesa tra le giocatrici e trasformare il lavoro settimanale in risultati.
«Come squadra vogliamo crescere, trovare identità e arrivare più in alto possibile».
Sul piano personale, invece, Armenti punta a migliorarsi costantemente e a diventare un riferimento per le compagne, dentro e fuori dal campo.
«Voglio dare tutto, migliorare ogni giorno ed essere un punto fermo dentro e fuori dal campo».
La stagione è ancora nelle sue fasi iniziali e il percorso della formazione tarantina è tutto da costruire. Le prime difficoltà rappresentano un banco di prova, ma anche un’occasione per correggere gli errori e rafforzare il gruppo. Per Cinzia Armenti, la ricetta resta quella maturata attraverso una carriera ricca di esperienze: lavoro, resilienza e passione. Perché, come insegna la sua storia, nel basket i risultati passano anche dalla capacità di non arrendersi mai.















