di Luca Chianura
«Ma che colpa abbiamo noi?». Il ritornello dei Rokes sembra accompagnare perfettamente il momento che sta vivendo Taranto. Una domanda che ritorna, quasi come un filo conduttore, mentre la città si ritrova ancora una volta a discutere di polemiche, rapporti istituzionali e prospettive societarie, anziché concentrarsi sull’argomento più amato dai tifosi: il calcio giocato.
Ma che colpa hanno i sostenitori rossoblù se il dibattito sul pallone finisce per essere dominato da controversie e contrapposizioni? E che colpa hanno se lo sport rischia di diventare terreno di scontro politico tra l’Amministrazione comunale e la dirigenza della S.S. Taranto Calcio?
Il popolo ionico vorrebbe parlare di partite, gol, prestazioni e vittorie. Vorrebbe ritrovare quella normalità e quella tranquillità che sembrano allontanarsi ogni volta che una nuova vicenda extracalcistica irrompe sulla scena. Invece, ancora una volta, il futuro del Taranto torna al centro di interrogativi che vanno ben oltre il rettangolo verde.
Il no a “L’Edicola Village” scuote la città
Alle 12.30 di oggi, 13 ottobre, nelle redazioni giornalistiche è arrivata la notizia della bocciatura, nella fase istruttoria comunale, del progetto “L’Edicola Village”, l’iniziativa di partenariato pubblico-privato da 81,9 milioni di euro presentata dalla famiglia Ladisa.
Un progetto ambizioso, destinato a incidere sulla riqualificazione dello stadio Erasmo Iacovone e delle strutture sportive e delle aree limitrofe. Il mancato riconoscimento dell’interesse pubblico alla proposta ha provocato malcontento tra i sostenitori rossoblù, che sui social network e nei gruppi WhatsApp hanno manifestato dubbi, preoccupazioni e richieste di chiarimento.
Al momento della diffusione della notizia, il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, non aveva ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali personali sulla vicenda. L’Amministrazione comunale ha successivamente illustrato le criticità rilevate dai tecnici, mentre resta attesa la decisione conclusiva della Giunta.
La domanda, tuttavia, rimane: quali sono le ragioni che hanno portato a questa scelta? Si tratta esclusivamente di valutazioni tecniche legate alla proposta oppure esistono anche contrasti di natura politica? È un interrogativo legittimo, al quale sarebbe opportuno rispondere attraverso atti, motivazioni documentate e un confronto trasparente.
Rapporti tesi e fiducia da ricostruire
La vicenda assume un significato ancora più rilevante se si considera che nell’estate del 2025 fu proprio l’Amministrazione guidata da Bitetti ad attribuire il titolo sportivo alla famiglia Ladisa, consentendole di avviare il nuovo percorso alla guida del Taranto.
Da allora, il rapporto tra le parti è stato segnato da momenti di tensione. La bocciatura del progetto rappresenta un ulteriore passaggio delicato, che rischia di rendere ancora più difficile la ricomposizione dei rapporti istituzionali.
Nei giorni scorsi avevamo già sollecitato il primo cittadino a fornire risposte chiare su questioni fondamentali per il territorio: la vertenza ex Ilva, la situazione debitoria di Kyma Ambiente, indicata in circa 45 milioni di euro, e il futuro dei lavoratori impegnati nella manutenzione del verde pubblico.
A queste problematiche si aggiungono le polemiche relative all’accesso all’area hospitality dello stadio per la consegna della maglia rossoblù ai primi cento sottoscrittori della campagna abbonamenti e, adesso, la bocciatura del progetto “L’Edicola Village”.
Questioni diverse, che meritano valutazioni distinte, ma che alimentano la percezione di un rapporto sempre più complicato tra Palazzo di Città e la società rossoblù.
Il futuro del Taranto e il timore di un nuovo passaggio societario
La preoccupazione maggiore riguarda le possibili conseguenze della vicenda sulla programmazione della S.S. Taranto Calcio. La famiglia Ladisa non ha annunciato ufficialmente un disimpegno dal club in seguito al no al progetto immobiliare. Sarebbe quindi prematuro dare per scontata una separazione tra la proprietà e la società.
Resta però necessario comprendere se la mancata realizzazione dell’investimento possa incidere sui programmi futuri e quali garanzie esistano per assicurare continuità al progetto sportivo.
Il timore espresso da una parte della tifoseria è che il deterioramento dei rapporti possa condurre a scenari estremi: dalla cessione delle quote societarie a un nuovo acquirente fino all’eventualità, ancora soltanto ipotetica, di una restituzione del titolo sportivo al sindaco. Si tratta di prospettive da non presentare come decisioni assunte, ma che spiegano il clima di apprensione che si respira nell’ambiente rossoblù.
Taranto non può permettersi di affrontare ogni passaggio delicato senza una comunicazione chiara. La società ha il diritto di conoscere le motivazioni delle decisioni che riguardano i propri progetti, mentre la città ha il diritto di sapere quali alternative siano concretamente percorribili per valorizzare gli impianti pubblici e sostenere lo sviluppo dello sport.
La città merita un peso diverso
C’è poi una questione più ampia, che riguarda il ruolo di Taranto nel panorama pugliese e nazionale. La seconda città della Puglia e uno dei principali centri del Mezzogiorno deve poter contare su una rappresentanza istituzionale capace di tutelarne le esigenze e di affrontare con determinazione le grandi vertenze economiche, industriali e sportive.
La crisi dell’ex Ilva, le difficoltà dei servizi pubblici, il futuro dei lavoratori e le infrastrutture sportive richiedono risposte concrete, non nuove contrapposizioni. Anche per questo la vicenda del Taranto non dovrebbe trasformarsi nell’ennesimo terreno di conflitto tra istituzioni e imprenditoria.
Il confronto è legittimo e necessario. Ma deve essere fondato su documenti, motivazioni verificabili e disponibilità a individuare soluzioni nell’interesse della comunità.
Adesso torniamo a parlare di calcio
Il desiderio dei tifosi è semplice: parlare di bel gioco, delle reti realizzate, dei tre punti conquistati e degli obiettivi da raggiungere. Il Taranto è atteso giovedì 15 ottobre, alle 15.30, dalla gara d’andata del secondo turno di Coppa Italia di Eccellenza contro l’Atletico Acquaviva, in trasferta ad Acquaviva delle Fonti. La partita di ritorno è in programma giovedì 29 ottobre, alle 20, allo stadio Erasmo Iacovone.
Lunedì 19 ottobre, invece, la formazione rossoblù sarà impegnata in trasferta a Campi Salentina contro il Brilla Campi.
Sono queste le sfide che dovrebbero occupare il centro della scena: gli avversari da affrontare, le scelte tecniche, la condizione della squadra e la corsa agli obiettivi stagionali.
Perché il calcio appartiene prima di tutto ai tifosi, alla passione di una città e alla voglia di ritrovarsi sugli spalti. Non alle polemiche senza fine.
«Ma che colpa abbiamo noi?» È la domanda che accompagna questo martedì italiano, segnato da una vicenda che merita chiarezza e risposte. L’auspicio è che possa essere archiviato presto, lasciando spazio al dialogo tra le parti e restituendo al Taranto ciò che la sua gente desidera più di ogni altra cosa: serenità, stabilità e calcio giocato.















