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| foto DilettantiPuglia24 |
Che ricordi ha di Taranto e del Taranto sia da giocatore che come allenatore?
Sono ricordi bellissimi, di un ambiente che mi ha ospitato per quasi 22 anni, tra i nove da giocatore e i tredici da allenatore in seconda, ho dei ricordi che porterò per sempre con me, anche perché sono arrivato a Taranto quando avevo appena diciassette anni e mi porterò queste emozioni per sempre nel mio cuore.
Cosa ne pensa della formazione del Taranto di oggi e secondo lei cosa manca a questa squadra per essere ancora più forte?
La squadra è già forte, non sempre si può vincere, anche perché quando una compagine avversaria incontra il Taranto è come se incontrasse la Juve in questa categoria,ed è questa la difficoltà che stanno incontrando i rossoblu in questo periodo. Penso che gli Ionici abbiano dei giocatori dall’alto tasso tecnico, peró la differenza la fa l’approccio alla partita e la pressione della tifoseria, questo fattore inoltre può incidere negativamente su qualche giovane che non é abituato a certe pressioni che trasmettono alcune piazze importanti come Taranto.
In merito alla situazione portiere, lei come giudica l’errore commesso da Cavalli di domenica scorsa?
Purtroppo non è facile giocare a Taranto, a maggior ragione fare il portiere. Io ho una idea differente sugli under, infatti se io dovessi fare una squadra per vincere il campionato farei giocare un estremo difensore più esperto che magari mi garantisca più sicurezza, poiché penso che il portiere faccia il 50% della squadra. Purtroppo ci sono delle carenze tecniche e di esperienza in questi ragazzi che alle volte commettono degli errori, ma credo che sia tutto sommato normale, lo abbiamo visto anche ad alti livelli che può capitare una svista da parte di un estremo difensore, ma ripeto, a Taranto la cosa si accentua data la pressione della piazza e non è assolutamente facile giocare in questa città.
A tal proposito dei giovani, secondo lei quanto incide e quanto è utile la regola degli under nel campionato di serie D?
Incide parecchio, poiché ci sono quattro under in mezzo al campo, il problema è indovinare i giovani che sotto l’aspetto mentale e tecnico siano giocatori di esperienza , quando non ottieni questo però va a incidere in maniera negativa sul rendimento della squadra. Ritorniamo sempre allo stesso discorso, alcuni ragazzi non hanno ancora le basi tecniche, tanto che quest’anno giocano e poi spariscono. A mio parere questa regola è sbagliata e va riformulata.
Cosa c’è nel futuro immediato del mister Degli Schiavi?
Ho una bellissima scuola calcio, il cui nome è Asd Città di Grottaglie, che sta crescendo molto e da quattro anni ci sto lavorando, insieme ad altri miei collaboratori. Inoltre ho una accademia di portieri a Grottaglie il cui nome è Degli Schiavi Gianfranco,che adopera nel territorio tarantino e lavoriamo con alcune società di scuola calcio per valorizzare i portieri di esse. Collaboriamo con la Virtus Manduria, Taf Ceglie, Villa Castelli, Città di Grottaglie e Ars et Labor Grottaglie per far uscire qualche giovane talento e proiettarlo nelle serie che contano.
Cosimo Lenti















