di Domenico Ciquera
Giampaolo Renna dei Diavoli Rossi, ai nostri microfoni ha parlato del progetto Super Team, che unisce inclusione e passione per il calcio.
Il progetto:
«I complimenti vanno divisi tra tutti noi dei Diavoli Rossi, che abbiamo sposato l’idea di questa scuola calcio inclusiva, e la Casa di Sofia, nella persona di Mariangela Tarì — ormai nota scrittrice a livello internazionale e premiata dal Presidente della Repubblica come Cavaliere del Lavoro — e di sua sorella Francesca Tarì.
Il tutto nasce proprio dalla Casa di Sofia, un’APS che si dedica ai bambini con ogni tipo di disabilità motoria e neurovegetativa, dove la terapia ricreativa del gioco porta grandi benefici. Quattro anni fa mi fu chiesto di strutturare una scuola calcio inclusiva, per dare a tutti i bambini la possibilità di giocare.
Così ci siamo affidati alla scuola calcio Insuperabili di Torino, che da anni forma istruttori qualificati in tutta Italia e in Europa. Dopo un corso di formazione di sei mesi abbiamo avviato l’attività, che è proseguita per due stagioni sportive.
Lo scorso anno ci siamo iscritti alla sezione DCPS della FIGC, specializzata nello sport sperimentale, che prevede un campionato regionale a Bari una volta al mese. Quest’anno, grazie alla nostra partecipazione, siamo stati premiati a Coverciano come miglior progetto di scuola calcio inclusiva, ricevendo un riconoscimento di caratura internazionale istituito dalla UEFA. Ora dovremo rappresentare l’Italia a livello europeo.
Con enormi sacrifici e dedizione siamo riusciti a creare questo Super Team, dove si formano relazioni speciali: la disabilità viene superata e ormai consideriamo questi ragazzi dei veri atleti, con grandi soddisfazioni per tutti noi».
Messaggio finale e prossimi appuntamenti:
«I prossimi impegni saranno la partecipazione al campionato sperimentale della FIGC. Intanto, ieri siamo partiti con gli Open Day e abbiamo registrato un aumento dei partecipanti: segno che nella città cresce la sensibilità verso l’inclusione.
Il messaggio che voglio rivolgere alla città e alle istituzioni è semplice: se vogliamo parlare di inclusione, bisogna passare dalle parole ai fatti. La nostra realtà, nata piccola, è oggi grande a livello nazionale grazie all’impegno e alla professionalità che mettiamo ogni giorno.
Chi vorrà conoscerci da vicino potrà trovarci al Circolo Tennis, il martedì e il giovedì dalle 17 alle 18. È un’esperienza che diventa formativa per tutti».













