di Domenico Ciquera
Amatori, neo allenatore della A.S.D. Dinamo Taranto Nuovi Orizzonti, nell’immediato post-gara ha analizzato la vittoria delle sue ragazze contro Campobasso.
Vittoria – Era fondamentale vincere. Come ho detto alle ragazze, non ci interessava come: ci sono le ultime due partite della prima fase, che sono due finali. Quelle partite non si giocano, si vincono e basta. Oggi c’è stata una difesa intensa, non abbiamo mollato. Le ragazze si sono sacrificate, stiamo migliorando. Io ero convinto che non fossimo quelli di Marigliano e, adesso, non siamo certamente diventate le prime della classe. Però stiamo lavorando e sto avendo risposte, anche in un momento di emergenza: senza la play, senza i due lunghi, Tagliamento e Iob, ha giocato molto bene. Ami è stata davvero brava e sono contento, ma sono contento soprattutto per la grinta e l’intensità che le ragazze hanno messo.
Reazione – Noi abbiamo giocato contro, secondo me, la migliore società d’Italia nell’organizzazione del settore giovanile. Del resto, sono ragazze di talento, che per una politica giustissima vengono scelte, allevate e portate a livelli tali da poter garantire un ricambio sia per la Serie A che per la Serie A2. Quindi, sono maggiormente soddisfatto della prestazione, perché le ragazzine corrono tantissimo. Magari fisicamente non sono grosse, però avevano atletismo, fisicità e rapidità. Alla lunga, siamo uscite e sono contento per questo. Adesso domani riposiamo e lunedì pensiamo alla prossima trasferta, ovvero quella di Battipaglia, che potrebbe essere decisiva per entrare nei playoff.
Fine stagione – Purtroppo, adesso noi non sappiamo cosa ci tocca. Possiamo fare i playoff o possiamo fare i playout. È un momento particolare e non è bello vivere questa situazione, perché sei legato a una partita contro una squadra che ha la formazione principale in A1, ma farà giocare tutte le riserve della Serie A1 perché vogliono entrare nei playoff. Purtroppo è così. Quando finirà questa prima fase sapremo cosa fare: se faremo i playoff o i playout. Io mi auguro, come tutta la società e tutto lo staff tecnico, di poter disputare i playoff. Questo significherebbe divertirsi e andare in campo con la voglia di giocare. Quello che ho visto stasera è uno spirito di sacrificio, anche da parte di qualcuna che passa per non essere una grande difensora o che corre meno. Invece, stasera tutte sono state brave.
Smaliuk – Gli allenamenti servono a far prendere coscienza a ognuna delle ragazze del ruolo che hanno. Nata è una giocatrice forte tecnicamente, non si discute. Dev’essere integrata, dev’essere coinvolta. Penso che stasera abbia dato, secondo me, un 50% di quello che può fare. Nell’economia della nostra squadra lei è una giocatrice molto importante.
Concentrazione – Abbiamo fatto insieme solo cinque allenamenti, più la partita di domenica scorsa che non fa testo. Se lavori bene in palestra, se tu quando spieghi un gioco fai capire a ognuna di loro che in ogni movimento c’è una soluzione per tutte, non solo per una, questo porta a far fare canestri anche a giocatrici che ne avevano fatti pochi durante il campionato, come ad esempio Martelli. Io sono un allenatore che stimola, un allenatore sempre arrabbiato. Finita la partita è finito tutto, ma l’arrabbiatura ci deve anche essere durante l’allenamento, dove le ragazze devono lavorare al 100%.
Giovani – In un gioco di squadra, come lo intendo io, che dev’essere organizzato in tutto e per tutto, non c’è spazio per il “faccio tutto io”. Sia Cascione che Molino sono due atlete un po’ istintive. Se vogliono giocare a pallacanestro, devono imparare a gestire una squadra. Il loro ruolo è fondamentale: è il playmaker. Devono imparare a gestire la squadra, a capire quando devono passare, a chi devono passare, cosa sta facendo la difesa avversaria e quando le nostre giocatrici sono nelle condizioni ideali per ricevere. È un percorso lungo e molto difficile.













