Lo scorso 23 maggio, la Dinamo Taranto del patron Luigi Ciliberti e del Presidente, il figlio Francesco, terminava la “prima” avventura nel basket femminile seniores, campionato Serie C regionale pugliese.
Il club ionico, alla sua effettiva esperienza nella massima competizione femminile in Puglia (l’annata 2020 -21, in cui la Dinamo era ai nastri di partenza da matricola, non vide la luce causa il Covid, inibitore delle competizioni regionali maschili e femminili, considerati di status dilettantistico, dalla FIP centrale), pur partendo, con il ruolo di outsider, ha compiuto una vera e propria impresa.
Nel girone d’andata, le prime due giornate, coincisero con due stop (tali da poter incidere a livello morale per qualunque team), sconfitte subito ammortizzate da tre vittorie consecutive, seguite da una sconfitta bruciante (a Mesagne, di solo otto punti), tale da poter essere considerata il punto più basso del rendimento stagionale. Da quella giornata di fine gennaio, dopo la sconfitta di Bari (nella prima di ritorno), anch’essa con scarto contenuto (solo sette punti), ha inanellato, nonostante il Covid, una serie di vittorie (sei, sulle nove gare giocate, recuperi compresi) che catapultavano la formazione ionica, dal quinto al terzo posto, in griglia play off, al termine della stagione regolare, sia pure in una condizione difficile, dovendo affrontare il Bari (2°), con lo svantaggio del fattore campo (nella prima, ed eventualmente, terza gara).
Proprio, nella semifinale, si compiva l’impresa, espugnando il Palabalestrazzi e certificando l’accesso alla finale, nel ritorno. L’avversario per l’accesso alla serie B era il Fasano, vera e propria corazzata, composta da atlete, quali Siccardi, capitana storica del Cras in tre dei quattro scudetti vinti dal club tarantino; Lacitignola e Gismondi, ex Ad Maiora Taranto, in forza al club partecipante per due annate consecutive alla serie B, gestone FIP Campania, con discrete esperienze in serie A2, nel recente passato; Mangione, ex Matteotti Corato, fino ad un paio di stagioni orsono in serie B, gestione FIP Campania, anche lei con buona esperienza in serie B, in altre piazze della Puglia e, a completamento, una pattuglia di giovani, con esperienza, qualità, tecnica, accresciuta, recentemente, con l’inserimento, nel roster, di Tagliamento, (sorella di Marzia, reduce dalla fresca esperienza nella massima serie francese, dopo un consistente bagaglio d’esperienza, nonché atleta della Nazionale italiana).
Le due gare, pur avendo avuto dinamiche differenti nel loro svolgimento (soprattutto, nella gara d’andata, per l’assenza “pesante” della capitana Ciminelli, fermata dalla pandemia), al Palamazzola, nel return match, ha espresso l’esatto valore delle ioniche con una sconfitta di solo dieci punti (che faceva il paio con quella, sempre casalinga, nella stagione regolare di soli quattro punti). Il posto di finalista perdente lo spareggio, per il club di Ciliberti, voleva dire essere classificata, come previsto dal Regolamento Esecutivo Gare, Titolo I – Ordinamento Campionati – Articolo 9 – comma (6, “squadra riserva” in quanto:
“Per i Campionati nazionali non professionisti si procederà a compilare un’apposita classificazione delle squadre “riserva” in base, unicamente, ai seguenti principi:
a) la squadra meglio classificata delle retrocesse in ogni girone, ovvero la Società che nell’ultima gara di play-out, di fasi eliminatorie, di spareggi o gare equipollenti, risulti perdente e che per effetto di tale risultato sia retrocessa nella serie o categoria inferiore. Una volta identificate le squadre meglio classificate delle retrocesse, le stesse verranno classificate in base alla posizione conseguita al termine della fase di qualificazione;
b) la squadra prima delle non promosse nei Campionati non professionistici, è determinata dalla Società che, per ogni girone, nell’ultima gara di play off, spareggio o gare equipollenti risulti perdente e il cui risultato ne ha sancito la mancata promozione alla categoria superiore. Una volta identificate le squadre prime delle non promosse le stesse verranno classificate in base alla posizione conseguita al termine della fase di qualificazione. La squadra prima delle non promosse nel massimo Campionato Regionale maschile e femminile, sempre seguendo i criteri sopra enunciati per la mancata promozione nella categoria superiore, è una sola Società per ogni Regione o gruppo di Regioni abbinate per il campionato specifico. In questo caso non si tiene conto della posizione conseguita nella
fase di qualificazione”.
Gran parte dei meriti, oltre alla Società che, con enormi sacrifici di carattere personale, nonché economico (visto i costi sostenuti per l’impianto di allenamento e di gara, come il Palamazzola) ha permesso l’inizio di questa avventura, va ascritto a coach Fabio Palagiano (allenatore giovane per l’anagrafe, con un pedigree, ricco ed interessante, condito da tanti titoli femminili, giovanili e nazionali, conquistati), un vero e proprio stratega nel preparare, leggere e, eventualmente, correggere le gare, con indubbie soluzioni di gioco ed azzeccate rotazioni che hanno, nello specifico, permesso di compiere un’impresa con la tecnica, qualità, abilità, doti umane ed esperienza di un gruppo di over, ben mixate da under 17, abbastanza valide (oltretutto vice campionesse regionali di categoria, avendo anche loro compiuta l’impresa di arrivare in finale con lo svantaggio della posizione al termine della fase regolare), futuro prossimo del club tarantino, comunque l’intero roster è stato allievo di Palagiano, nei campionati giovanili, ad eccezione di un paio d’atlete, provenienti da altre province regionali e nazionali.
Quale il futuro della Dinamo? Il granello è stato seminato, le opzioni per il futuro anche, il basket ionico femminile, di livello, è tornato. Qualunque saranno i prossimi programmi, certamente collimanti con le ambizioni dei vertici societari, il basket femminile, sulle rive dello Ionio, non muore, come apparentemente sembrava, nel luglio 2021 (con il prematuro addio all’attività agonistica dell’Ad Maiora Taranto).
La Dinamo, quasi a raccogliere simbolicamente il testimone della continuità, difenderà i colori rosso e blu, rappresentanti la Città Bimare, per continuare il lavoro certosino di Palagiano, al fine di ottenere conferme che, sicuramente, porteranno il club ionico ad una sana programmazione per le annate future.
Ed allora, lunga vita Dinamo Taranto, sempre alla ricerca di soddisfazioni che possano essere ascritte nella storia di quasi 90 anni della palla a spicchi (in questo caso, rosa), capace di far nuovamente innamorare l’ambiente tarantino e, perché no, l’intera provincia.
Fabrizio Di Leo













