di Domenico Ciquera
Questa mattina abbiamo intervistato mister Leonardo Bitetto, ex Barletta, Cerignola e Casarano, con il quale abbiamo avuto l’opportunità di parlare del girone C e dell’odierna situazione in casa Taranto.
Andamento girone C: “L’andamento è quello che, diciamo, non era prevedibilissimo. Però, alla fine, le società, anche se piccole ma di quelle che sanno fare calcio, come ad esempio Cerignola, Picerno e Monopoli in assoluto riescono e sono partite con i giusti risultati.”
Promozione: “Il campionato di Serie C, soprattutto questo girone, non è auspicabile. Però io confido sempre in quelle società, anche piccole, che riescono a fare calcio con molto equilibrio e, soprattutto, sostenibilità.”
Lotta salvezza: “Qui è complicato. Soprattutto la salvezza del Taranto è complicatissima perché è nata male. Si cerca di sopperire ai guai iniziali, però è tutto in salita ed è sempre molto difficile. Poi, per le altre non saprei dire, perché comunque siamo ancora, non dico agli albori, ma agli inizi. C’è tutto un campionato e poi c’è anche il mercato di mezzo a gennaio e dicembre.”
Minutaggio: “Per quelle società che vogliono prima di tutto capitalizzare da subito e, per quanto riguarda gli under, parliamo di under che hanno già 22/23/24 anni. A 22 anni non sono più giovanissimi, sono giocatori e, se si sanno scegliere bene, se le società riescono da subito a monitorare quali sono i più pronti per la Serie C, io non li ritengo under nella maniera più assoluta. Ho visto un paio di società, credo proprio il Messina, che una volta a Cerignola ha giocato con 6 under. Per cui, giustamente, vale ancor di più questo mio ragionamento.”
Taranto: “Come ti dicevo prima, è un momento complicato. A Taranto, soprattutto quest’anno, deve farsi valere il pubblico, la gente, gli appassionati di Taranto, che sono tantissimi. Quest’anno devono essere, indipendentemente dalla società, dai calciatori, dall’allenatore, dal direttore sportivo, è la gente di Taranto che deve compattarsi e farsi valere ancora di più. Devono farsi sentire, non per protestare, ma proprio per salvare questa stagione e questa categoria.”
Difficoltà di un allenatore in questa situazione: “È difficilissimo, perché, considerando che non c’è struttura, non c’è campo, non c’è tutto quello di cui ho parlato prima, diventa complicato. Lì, veramente, Gautieri e anche il direttore sportivo devono fare quadrato.”
Uscita da questa situazione: “Si può uscire di volta in volta, di domenica in domenica, nella maniera più assoluta. I tifosi devono fare molto più della propria parte, proprio per cercare di salvare la stagione. Poi, tutta la struttura tecnica deve vivere in una sorta di campana di vetro, non protettiva, ma una campana di vetro dove dev’essere consentito loro di poter dare il massimo di se stessi.”
Ambizioni future: “Io voglio fare calcio perché, per noi, anche gente esperta come mi ritengo, avendo la giusta età per sentirmi esperto, è difficile starne fuori. Quindi, sia come tecnico, sia come collaboratore, sia in qualsiasi altra mansione che possa competere e poter dare ad una squadra competenza e passionalità, io ci sono sempre e ci sarò.”













