Mister Dionigi, quali ricordi ha di quelle due annate trascorse alla guida del Taranto, e soprattutto dell’ultima, considerato il fatto che quel campionato lo avevamo vinto sul campo?
Sono ricordi meravigliosi ed indelebili che nella mia testa e soprattutto nella mente dei tifosi tarantini, non passeranno mai. Sono stati due anni di emozioni molto forti, non solo calcistiche: lo dico con presunzione che quel Taranto è stato il più forte degli ultimi vent’anni.
Sulla panchina del Taranto oggi c’è Luigi Panarelli, che lei ha allenato proprio quando militava nella compagine rossoblu. Cosa ci può dire di lui?
Con Gigi mi sono sempre sentito in questi anni, condividiamo le stesse idee calcistiche. L’augurio che posso fargli è quello di portare il Taranto in Lega Pro, coltivando col gruppo quel rapporto umano che anch’io ho costruito con la squadra, nonostante le mille difficoltà del suddetto biennio.
Tra le fila dei rossoblù si è appena aggregato Vito Di Bari: quanto potrà essere utile alla causa ionica questo calciatore, che tra l’altro ha anche lei allenato?
Vito è un calciatore molto intelligente, tatticamente può essere parecchio utile alla squadra rossoblù, poiché ha un grandissimo piede per essere un difensore centrale. Sicuramente è un giocatore d’esperienza, gestisce bene il gruppo e inoltre conosce bene anche la categoria, dato che negli ultimi anni ci ha giocato da protagonista. Il Taranto ne guadagna soprattutto dal punto di vista umano, oggi è molto importante avere nello spogliatoio persone moralmente integre come Vito Di Bari, per via di tutti i “casini” che esistono nel calcio moderno.
Come vede la formazione del Taranto di quest’anno? Secondo il suo parere, cosa manca alla compagine ionica per diventare imbattibile?
Ai rossoblù mancano quei due elementi che facciano fare il salto di qualità, quei due calciatori che in questa categoria fanno la differenza. Soprattutto in fase offensiva: non parlo solo dell’attacco, ma dal centrocampo in su, poiché oggi i campionati si vincono quando si hanno importanti interpreti propositivi. Il Taranto è una squadra molto organizzata ma incontra avversarie altrettanto ben organizzate. Personalmente punterei su atleti di categoria, non andrei a prendere il “nome” dalla serie C, in modo tale che essi possano emergere come sperato.
Qual è il futuro di Davide Dionigi?
Ho ricevuto varie proposte per allenare sin dagli esordi del campionato, ma due sono saltate per motivi extracalcistici. Successivamente, ho avuto altre due chiamate in corso, che ho però rifiutato, perché sono molto attento al progetto: negli ultimi periodi, ho sbagliato alcune scelte, che mi hanno portato a raccogliere il nulla. Spero però di riuscire a ritornare in pista prima della sosta natalizia.
Cosimo Lenti














