«Il Governo Meloni approva un decreto fiscale completamente vuoto: privo di contenuti, di risorse e di soluzioni concrete per affrontare l’emergenza che colpisce famiglie, lavoratori e imprese. Un provvedimento che, ancora una volta, tradisce le promesse fatte al ceto medio, ormai schiacciato tra inflazione, fiscal drag e stagnazione salariale».
Lo dichiara il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e coordinatore del Comitato Economia, Lavoro e Imprese.
«Nel DL Fisco – prosegue – non è previsto alcun taglio delle tasse, nessun intervento sull’IRPEF, sulle detrazioni e deduzioni, sul cuneo fiscale o sulla riduzione della pressione tributaria. Solo rinvii a costo zero, come il nono slittamento della sugar tax o il rinvio dell’IVA agevolata sulle opere d’arte, già più volte promessi dallo stesso Governo. Si parla di semplificazioni, ma in realtà si tratta di meri correttivi ad errori introdotti dalla maggioranza, come la tracciabilità delle spese di trasferta sostenute all’estero».
Ancora più grave, secondo Turco, è la riduzione degli incentivi per il rientro dei cervelli, con il divieto di cumulo dei benefici previsti per lavoratori impatriati, ricercatori e docenti:
«Un segnale profondamente negativo per chi vorrebbe riportare in Italia competenze, innovazione e valore aggiunto. Un’occasione persa per il Paese».
«Inaccettabile», infine – conclude il senatore – è l’introduzione della tassazione secca al 26% sulle plusvalenze realizzate dai professionisti in uscita da società semplici o studi associati. Una misura che assimila il reddito da lavoro alla rendita finanziaria, violando il principio costituzionale di progressività fiscale e aggravando le diseguaglianze tra lavoratori autonomi e dipendenti, i quali continuano a essere tassati fino al 43% sul TFR e sulle buonuscite».
«Il Movimento 5 Stelle continuerà a battersi in Parlamento – conclude Turco – per una riforma fiscale equa e redistributiva, che tuteli il lavoro, valorizzi il merito e ridistribuisca in modo giusto il peso del prelievo, nel segno della giustizia sociale».













