Nuovo intervento sulla vertenza ex Ilva da parte del consigliere regionale Cosimo Borraccino, che punta il dito contro il Governo Meloni e il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, accusandoli di non aver elaborato una strategia industriale per il futuro del polo siderurgico.
Secondo Borraccino, la vicenda dell’ex Ilva rappresenta «il simbolo del fallimento della politica industriale del Governo», incapace, a suo dire, di garantire sia la tutela della salute dei cittadini sia la salvaguardia dell’occupazione negli stabilimenti del gruppo, da Taranto a Genova-Cornigliano, Novi Ligure, Racconigi e Marghera.
Nel comunicato, il consigliere regionale richiama la recente decisione della Corte d’Appello di Milano, che ha disposto la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto entro novanta giorni, evidenziando come la pronuncia abbia messo in luce anche le criticità dell’Autorizzazione Integrata Ambientale del 2025, ritenuta insufficiente nel subordinare la prosecuzione della produzione agli interventi di risanamento ambientale e decarbonizzazione.
Per Borraccino, le ricadute della crisi coinvolgono l’intera filiera siderurgica nazionale e migliaia di lavoratori che continuano a vivere una situazione di forte incertezza. Da qui la critica all’Esecutivo, che, pur definendo più volte l’ex Ilva un asset strategico per il Paese, non avrebbe dato seguito alle dichiarazioni con un piano industriale concreto.
L’esponente regionale si sofferma anche sull’incontro svoltosi a Roma tra Governo e organizzazioni sindacali, sottolineando l’assenza di rappresentanti politici dell’Esecutivo.
«A rappresentare il Governo erano esclusivamente i tecnici dei ministeri interessati dalla vertenza – afferma Borraccino –. Un’assenza assordante che dimostra la volontà dell’Esecutivo di sottrarsi al confronto e all’assunzione delle proprie responsabilità su una delle più importanti crisi industriali del Paese».
Secondo il consigliere regionale, lavoratori, territori e sindacati hanno bisogno di risposte politiche e non soltanto di interlocuzioni tecniche. Per questo chiede al Governo di chiarire in tempi rapidi come intenda dare attuazione alla sentenza della Corte d’Appello di Milano, anche attraverso il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale del 2025.
Borraccino sollecita inoltre chiarimenti sullo stato della procedura di cessione degli impianti e sugli eventuali strumenti di intervento pubblico che l’Esecutivo intende adottare, compresa l’ipotesi di un controllo pubblico degli stabilimenti qualora fosse necessario per tutelare quello che definisce un asset strategico nazionale.
«L’Italia ha bisogno di un piano industriale serio, di investimenti credibili e di una strategia capace di conciliare salute, tutela ambientale, occupazione e continuità produttiva. Continuare a rinviare le decisioni o delegarle esclusivamente ai tecnici significa condannare il Paese a un declino industriale dagli esiti nefasti», conclude il consigliere regionale.














