Nuovo affondo del Movimento 5 Stelle sulla vertenza dell’ex Ilva di Taranto. Dopo l’incontro svoltosi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra il ministro Adolfo Urso e le organizzazioni sindacali, il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e delegato alle Politiche Economiche e Fiscali, parla di «ennesimo nulla di fatto» e accusa il Governo di non avere una strategia per affrontare la crisi del polo siderurgico.
Secondo Turco, il confronto si è concluso senza alcuna soluzione concreta, privo di un cronoprogramma e di un piano capace di garantire un futuro allo stabilimento, ai lavoratori e all’indotto.
L’esponente pentastellato punta il dito contro l’Esecutivo, sostenendo che in quattro anni siano stati impiegati oltre quattro miliardi di euro di risorse pubbliche senza riuscire a costruire un percorso alternativo per il sito industriale e per il territorio tarantino.
Per Turco, la questione va ben oltre il destino dell’impianto siderurgico e coinvolge direttamente il futuro economico della provincia. «Parliamo di circa ventimila lavoratori tra azienda e indotto che rischiano di perdere il proprio reddito», afferma, definendo questo scenario «la più grande bomba sociale della storia industriale italiana».
Nel comunicato, il vicepresidente del Movimento 5 Stelle ribadisce che la sentenza della Corte d’Appello di Milano debba essere rispettata integralmente e che la chiusura dell’area a caldo debba essere accompagnata da un accordo di programma vincolante, da un piano straordinario di bonifiche, dalla piena tutela ambientale e occupazionale e da un progetto di riconversione economica in grado di attrarre nuove filiere produttive e investimenti industriali.
Turco sostiene inoltre che questo percorso fosse stato avviato durante il Governo Conte II e accusa l’attuale Esecutivo di aver interrotto quel processo, definanziando e trasferendo altrove investimenti strategici ad alto valore aggiunto.
Il senatore chiama direttamente in causa anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ritenendola responsabile della gestione della vertenza e invitandola ad assumere decisioni immediate.
Infine, il Movimento 5 Stelle annuncia di aver depositato un pacchetto di emendamenti al decreto Prezzi Petroliferi con l’obiettivo di introdurre misure che, secondo il partito, possano rappresentare una svolta nella gestione della crisi dell’ex Ilva.
«Taranto non ha bisogno dell’ennesima passerella o di nuove promesse – conclude Turco – ma di decisioni radicali e di una strategia industriale che guardi al futuro. Ogni ulteriore rinvio rende sempre più vicino il rischio di una crisi sociale senza precedenti».














