Un pacchetto di emendamenti del Movimento 5 Stelle al nuovo decreto Ilva è stato depositato in Senato in vista dell’esame parlamentare delle prossime settimane. A illustrarne i contenuti è il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e delegato alle Politiche economiche e fiscali.
Al centro delle proposte c’è innanzitutto il tema delle garanzie finanziarie legate all’attività industriale. Secondo Turco, il Governo avrebbe ridotto a un anno la durata delle garanzie per intervenire su criticità che il Movimento 5 Stelle afferma di aver già segnalato, anche attraverso un accesso agli atti.
Per il senatore, tuttavia, si continuerebbe a intervenire attraverso misure emergenziali senza affrontare strutturalmente le questioni ambientali e sanitarie. Gli emendamenti chiedono quindi che l’entità delle garanzie venga collegata alle valutazioni aggiornate del rischio, richiamando i principi di prevenzione, precauzione e “chi inquina paga”.
Turco richiama inoltre la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 25 giugno 2024 relativa alla causa C-626/22, sostenendo che la valutazione dell’impatto sulla salute debba essere considerata nei procedimenti autorizzativi e che, in presenza di rischi gravi e rilevanti per ambiente e salute, debbano essere adottate le necessarie misure di tutela.
Chiusura dell’area a caldo e riconversione
Tra le proposte del Movimento 5 Stelle figura la rimozione dello scudo penale, insieme all’introduzione di un Accordo di programma finalizzato alla chiusura dell’area a caldo, al risanamento ambientale e alla riconversione del territorio.
Sul fronte occupazionale, gli emendamenti prevedono, secondo quanto riferito da Turco, incentivi all’esodo fino ad almeno 150 mila euro per lavoratore, la proroga degli strumenti di integrazione al reddito e della NASpI per i lavoratori dell’indotto e misure di sostegno per le imprese appaltatrici.
Il pacchetto contempla inoltre un fondo da 10 milioni di euro destinato alla riqualificazione e alla ricollocazione dei lavoratori nelle attività di bonifica, nei nuovi insediamenti produttivi e nei lavori di pubblica utilità.
Una proposta specifica riguarda i lavoratori esposti all’amianto, per i quali il Movimento 5 Stelle chiede il riconoscimento delle maggiorazioni contributive e dei relativi benefici previdenziali.
Porto, aeroporto e Zona Franca Urbana
Un altro capitolo riguarda il sistema portuale. Turco propone una proroga di due anni per l’Agenzia per il lavoro portuale e per l’indennità di mancato avviamento, con l’obiettivo dichiarato di accompagnare la fase di transizione industriale senza trasferirne i costi sui lavoratori.
Il Movimento 5 Stelle propone inoltre misure per favorire una diversificazione economica del territorio tarantino. Tra queste figura il ripristino della proposta relativa alla continuità territoriale dall’aeroporto di Taranto-Grottaglie verso i principali scali nazionali ed europei.
Viene inoltre rilanciata l’istituzione di una Zona Franca Urbana nel Sito di interesse nazionale di Taranto, con agevolazioni rivolte alle micro, piccole e medie imprese manifatturiere che decidano di investire sul territorio e creare nuova occupazione.
“Taranto non può continuare a essere trattata come il luogo in cui tutto è consentito pur di tenere in vita uno stabilimento industriale, senza tutelare la salute e l’ecosistema e non garantendo neppure la sostenibilità economica”, sostiene Turco.
Il senatore individua quindi nella diversificazione produttiva, nelle bonifiche e nelle politiche per l’occupazione gli elementi di una possibile strategia alternativa per il territorio.
“La scelta è semplice: continuare con decreti emergenziali e deroghe oppure costruire finalmente una nuova Taranto, fondata su salute, bonifiche, lavoro e attività produttive diverse”, conclude Turco, chiedendo che le proposte vengano portate al confronto tra tutte le forze politiche presenti in Parlamento.















