«La decisione del Tribunale di Milano che dispone lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva da agosto conferma ciò che il Movimento 5 Stelle denuncia da tempo: l’AIA del 2025 era giuridicamente illegittima e costruita per garantire la sola continuità produttiva a carbone, non la piena tutela della salute».
Lo dichiara il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, commentando la decisione del Tribunale di Milano sull’ex Ilva.
«Avevamo contestato quell’autorizzazione – prosegue Turco – perché non applicava rigorosamente il principio di precauzione, non affrontava adeguatamente le emissioni nei wind days e rinviava ancora una volta gli interventi strutturali di messa in sicurezza. Oggi un tribunale afferma che i rischi per la salute sono attuali. È una smentita netta della linea del Governo».
Secondo il senatore pentastellato, non si tratta di un evento imprevisto, ma «del fallimento di una scelta politica che ha anteposto gli equilibri industriali alla salute dei cittadini e dei lavoratori».
Turco chiede quindi un cambio di rotta da parte dell’esecutivo: «Ora il Governo deve assumersi la responsabilità e cambiare direzione. Serve una soluzione concreta per Taranto e per l’occupazione. Il futuro dell’acciaio non è il carbone».
Nel suo intervento, il vicepresidente del M5S richiama inoltre i programmi industriali già avviati in altri Paesi europei: «Germania, Francia e Svezia hanno presentato a Bruxelles progetti per l’acciaio verde, con investimenti su idrogeno e tecnologie pulite».
Infine, l’appello al Governo italiano: «Invece di firmare cambiali in bianco su piani di riarmo e sull’aumento delle spese militari, presenti un grande progetto europeo per la riconversione dell’ex Ilva e la rinascita industriale di Taranto. La salute è un obbligo costituzionale. La riconversione è una scelta politica. Il tempo delle ambiguità è finito».













