Si è concesso ad un’intervista ai nostri microfoni, l’ex attaccante del Taranto, Alessandro Ambrosi, rossoblù dal 2005 al 2007, che in carriera ha vestito maglie di diverse piazze importanti. Ambrosi ha espresso i suoi pareri riguardo l’annata trionfale della compagine di mister Laterza, ha svelato ciò che serve per far bene nel campionato di serie C, e ha voluto ricordare i bei momenti vissuti in riva allo Ionio.
Ci dia un suo parere sulla stagione del Taranto, che è tornato in serie C dopo diversi anni.
Finalmente, dopo diversi anni, il Taranto è tornato dove merita ed è una vittoria che aspettavamo un pò tutti.
Vincere è sempre difficile, soprattutto nel girone H della serie D, che è uno dei più complicati. Ritengo che quest’anno sia stato un campionato ottimo sotto tutti i punti di vista.
Cosa porta dentro dell’esperienza con la maglia del Taranto e, se c’è, qual è il più bel ricordo vissuto in riva allo Ionio?
Arrivai a Taranto dalla Juve Stabia e il primo anno facemmo il salto C2 alla C1, ma per una serie di infortuni non giocai quasi mai. L’anno successivo in C1, disputammo un campionato importante e, a mio parere, avevamo un organico che poteva certamente centrare la promozione in B, se non ci fosse stato quell’episodio sfortunato contro l’Avellino, in una partita nella quale dominammo sul piano del gioco, ma che ci vide uscire sconfitti. Non c’è un episodio particolare che mi è rimasto impresso, perché, soprattutto il secondo anno, sono stato veramente bene con i compagni e con la società.
Quanto secondo lei sono mancati i tifosi al sistema calcio in generale, e in particolare al Taranto, dato che conosce bene il clima dello Iacovone con i tifosi?
Il calcio è dei tifosi. Negli ultimi due anni nel vedere partite di calcio senza pubblico sembrava di assistere a delle partite tra amici per strada. Taranto è una piazza che vive dell’entusiasmo dei tifosi, è naturale che la squadra non può prescindere dalla tifoseria, che per tradizione, per numero, per calore è una delle migliori nel sud Italia. La squadra quest’anno ha saputo sopperire alla mancanza del pubblico, vincendo il campionato e ora l’anno prossimo spero che possano regalare gioie ai tifosi in serie C.
Che consiglio darebbe alla società, per attrezzarsi al meglio per affrontare al meglio una serie C, che sulla carta si preannuncia combattutissima e competitiva?
Innanzitutto bisogna capire bene quali sono i punti di forza dell’organico attuale e poi va programmata la stagione in base a quelli che saranno gli obiettivi da raggiungere. Bisogna confermare i meccanismi di squadra già rodati e poi puntellare la rosa in quei reparti dove c’è necessità di intervenire. Ritengo assolutamente che il Taranto non debba stravolgere il proprio credo calcistico, e che con qualche innesto mirato possa disputare una buona stagione in serie C il prossimo anno.
Giampiero Laera














