«È arrivato il momento di fare chiarezza sui Giochi del Mediterraneo. Ho il dovere di farlo, non per motivi personali, ma perché alcune falsità possono creare grandi danni, e già li hanno creati, a un evento che rappresenta il più importante mai realizzato nel Sud Italia e che si deve svolgere a Taranto e nel territorio pugliese». Così il commissario dei Giochi del Mediterraneo 2026, Ferrarese, ha aperto il suo intervento chiarificatore sulle polemiche e le informazioni fuorvianti circolate nelle ultime settimane.
Ferrarese ha ricordato che «abbiamo salvato i giochi per i capelli a novembre 2023. Sono andato a Tirana perché già si era deciso di spostare i Giochi e di togliere l’evento a Taranto». Il commissario ha ringraziato il governo per l’investimento di 200 milioni di euro, che ha permesso di avviare i progetti: «Da gennaio 2024 abbiamo realizzato tutti i progetti, le gare, gli affidamenti e i cantieri, che oggi procedono regolarmente secondo il cronoprogramma».
Smentendo ritardi, Ferrarese ha sottolineato che i cantieri «sono sotto gli occhi di tutti e controllati quotidianamente dai miei tecnici». Il commissario ha denunciato come le falsità diffuse, non solo a livello locale ma anche nazionale e internazionale, «possono creare problemi anche ai sponsor, che esitano a investire, mettendo a rischio i fondi necessari per l’organizzazione dell’evento».
Ferrarese ha ribadito che i progetti dei villaggi sportivi, citati in alcune critiche, «non erano previsti nel masterplan originale da 150 milioni, che abbiamo dovuto integrare con ulteriori 200 milioni del governo per realizzare stadio, piscine e tutte le altre opere necessarie».
Il commissario ha inoltre risposto alle accuse di penalizzazione delle imprese locali: «Il massimo ribasso serve a ottenere risparmio e a reinvestire sul territorio, non a danneggiare le imprese locali».
Ferrarese ha concluso con un appello all’unità: «Dobbiamo lavorare tutti nella stessa direzione. Solo così potremo realizzare l’evento più importante di sempre. Chi continua a diffondere notizie false se ne assumerà la responsabilità».













