Massimo Ferrarese mantiene una posizione di assoluta neutralità sul dibattito che si è acceso attorno al futuro dello stadio Erasmo Iacovone e alle dichiarazioni del presidente del Taranto, Sebastiano Ladisa, secondo cui il progetto rossoblù potrebbe non proseguire senza la disponibilità dell’impianto.
Il commissario straordinario dei Giochi del Mediterraneo ha chiarito di non voler entrare nelle dinamiche legate alla gestione dello stadio o alle strategie degli imprenditori interessati alla struttura, ribadendo che il suo compito è esclusivamente quello di portare a termine le opere previste per la manifestazione del 2026.
“Io questo non lo so”, ha risposto Ferrarese a chi gli chiedeva un commento sulle affermazioni di Ladisa. “Mi sono occupato della realizzazione di 45 opere, compreso lo stadio, per i Giochi del Mediterraneo”.
Pur senza entrare nel merito della vicenda, il commissario ha riconosciuto l’importanza che una struttura moderna può avere per una società calcistica. “Capisco quelle che sono le necessità. Un imprenditore che investe nel calcio ha bisogno sicuramente di strutture per portare avanti la squadra. Spero che questo accada per il bene del calcio e della società, che soltanto così potrà svilupparsi”.
Ferrarese ha però ribadito di considerarsi un semplice osservatore rispetto alle future scelte gestionali. “Di questo non me ne occupo. Sotto questo aspetto sono uno spettatore”.
Il suo auspicio resta quello di vedere tutti gli impianti sportivi pienamente valorizzati una volta conclusa la manifestazione internazionale. “Spero soltanto che tutti gli impianti siano utilizzati dopo i Giochi, perché non rimangano cattedrali nel deserto”.
Particolare attenzione è stata dedicata proprio allo stadio Iacovone, destinato a diventare uno dei simboli dell’evento. “Soprattutto lo stadio, quel gran bello stadio che stiamo realizzando oggi e che è invidiato da tutta Italia”, ha affermato Ferrarese, sottolineando il valore dell’investimento sostenuto grazie al sostegno del Governo.
Il commissario ha quindi ricordato che, una volta completate le opere, ogni decisione relativa alla gestione degli impianti spetterà agli enti competenti. “Io non faccio il tifo per nessuno. Faccio il commissario, mi occupo di realizzare le opere. Poi ci sarà il Comune che bandirà le gare e la società che presenterà l’offerta migliore o il progetto più valido vincerà”.
Infine, Ferrarese ha voluto allontanare qualsiasi possibile polemica sul tema, ribadendo la propria estraneità alle future scelte gestionali. “Non mi occupo e non vorrò mai occuparmi, né personalmente, né come commissario, né come fondatore della Fondazione per il Mediterraneo, di situazioni che non mi competono”.
Un messaggio chiaro che conferma la volontà del commissario di concentrarsi esclusivamente sul completamento delle infrastrutture, lasciando alle procedure pubbliche e agli enti preposti il compito di decidere il futuro dello Iacovone e degli altri impianti dei Giochi del Mediterraneo.














