RASSEGNA STAMPA DEL 4 AGOSTO 2023 – IL QUOTIDIANO
di Domenico Palmiotti
La constatazione: «La situazione è drammatica per alcune opere. Al momento non c’è un progetto pronto che possa andare in gara di appalto». L’annuncio: «A settembre partono i primi appalti con alcuni comuni, quelli che sono più avanti, mentre dei 150 milioni deliberati dal Parlamento, i primi 20 sono in accreditamento e comunque posso impegnare gli interi 150. Non c’è problema», L’auspicio: «Dobbiamo recuperare il tempo perso e accelerare al massimo. Sono qui per questo. Ma anzitutto c’è bisogno di un pit stop. Fermarci un attimo e poi ripartire, più forti di prima e con grande collaborazione». La convinzione: «I Giochi del Mediterraneo a Taranto e nel territorio si terranno. Il mio obiettivo è quello di fare la ventesima edizione dei Giochi a Taranto e negli altri Comuni coinvolti». Sono i quattro passaggi fondamentali che segnano la prima conferenza stampa di Massimo Ferrarese, nominato dal Governo commissario dei Giochi del Mediterraneo per superare i ritardi accumulati. E le dichiarazioni di Ferrarese vengono subito colte dal sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci: le sue parole «sono inequivocabili», commenta. «Ferrarese – prosegue – ha la disponibilità finanziaria che noi non abbiamo mai avuto, deve solo iniziare a lavorare seriamente per i Giochi del Mediterraneo di Taranto. Accogliamo con favore la disponibilità a continuare sulla strada dei Giochi di Taranto, ma ci auguriamo che sia una disponibilità concreta e definitva». L’incipit della conferenza stampa di Ferrarese, dalla Camera di Commercio di Taranto, è distensivo. «Sono uno di voi, un vostro conterraneo, ho a cuore il mio territorio – esordisce -. Si è detto che è stato scelto uno da fuori. Ma forse ci si riferiva ai nomi che circolavano prima, non penso a me, che sono di Francavilla Fontana, conosco Taranto e risiedo in questa provincia per una parte dell’anno. Il mio – prosegue – è un ruolo particolare. Dicono che alla fine rimarrò col cerino acceso in mano. Mah, nella mia vita di cerini accesi ne ho trovati tanti, ma posso dirvi che si sono spenti tutti prima di bruciarmi le dita», Tuttavia, è indubbio che Ferrarese abbia una bella patata bollente da gestire. Per i tempi, che sono ormai ridotti, per la quantita delle cose da fare, e per gli accadimenti degli ultimi giorni. Perché l’uscita del Coni – come annunciato dal presidente Giovanni Malagò – dal comitato organizzatore dei Giochi, sia pur motivata con la necessità di arrivare immediatamente ad un cambio di passo, non è certo una cosa di poco conto. «Malagò – afferma Ferrarese – ha voluto fare un cambio di passo. È sicuramente quello che chiedo anche io. Abbiamo bisogno dei progetti, soprattutto dei pareri per andare in gara, e lo chiedo al comitato, a tutti i Comuni e soprattutto al Comune di Taranto. Ho fatto diverse esperienze e in ciascuna mi sono avvalso del gioco di squadra. Che è quello che serve adesso. Serve la collaborazione di tutti». Ferrarese ridimensiona la querelle apertasi sui soldi, sui 150 milioni deliberati dal Parlamento a marzo 2022. Ma quando arrivano è stato il pressing di giugno e luglio, e prosegue tuttora, di Regione Puglia e Comune di Taranto. Il Governo quando li sblocca? «Ci sono, ci sono – assicura Ferrarese -. I primi 20 milioni sono in accredito. Ma non mi servono, non mi servirebbero neppure 100mila euro, perché i fondi servono a pagare le imprese appaltatrici in base agli stati di avanzamento e qui di progetti pronti a partire non ne abbiamo nemmeno uno». I 150 milioni dunque ci sono ma non basteranno. E Ferrarese lo dice. Perché senza considerare il master plan iniziale che era poco al di sotto di 300 milioni, adesso servono almeno altri 40-50 milioni per l’organizzazione dell’evento. Che è cosa diversa dal costruire e ristrutturare gli impianti sportivi. «E di questi 40-50 milioni necessari – dice Ferrarese – non c’è un euro al momento», Verranno? «lo mi impegno ad ottenerli dal Governo, così come mi impegno a portare tutte le risorse su Taranto e anche a farle aumentare. Ma deve esserci un approccio diverso verso il Governo. Se si cambia approccio, altre risorse possono arrivare». Poi, quando i milioni aggiuntivi arriveranno, bisognerà decidere chi dovrà gestirli, sottolinea Ferrarese. Che rammenta che il comitato inizialmente aveva due compiti: costruire gli impianti e gestire i Giochi sotto il profilo organizzativo. Ora, «il primo compito non c’è più, è stato azzerato, poiché è intervenuto il commissariamento. Sarà il commissario a occuparsi di lavori e interventi. Posso capire che questo dispiaccia a chi è stato commissariato, ma non può continuare ad agire come se nulla fosse», osserva Ferrarese, con una frecciata polemica che sembra indirizzata ad Asset, l’Agenzia della Regione Puglia. Resta quindi il secondo compito in capo al comitato, cioè l’organizzazione dell’evento, ma qui, per ora, come detto, ci sono zero soldi. Infine, sugli appalti Ferrarese annuncia che quelli riferiti ai lavori più piccoli punta a farli fare direttamente ai Comuni. I principali interventi di Taranto, stadio, piscina, centro sport nautici, ciascuno dei quali quota più di 20 milioni, saranno invece materia del commissario, con Sport e Salute, società pubblica del ministero dell’Economia, che bandirà gli appalti come centrale di committenza.
Probabile che con Invitalia le centrali di committenza salgano a due, mentre é già stata scelta un’altra società pubblica, Eutalia, per i servizi.
E proprio sui progetti Melucci dice che è giusto, come rileva il commissario, che gli enti locali procedano. «Ma con quali soldi? Dovendo lui rivedere il masterplan – rileva – potrebbe anche decidere di cassare qualche impianto che, magari, nel frattempo è stato già progettato a spese del singolo Comune. Chi spiegherebbe alla Corte dei Conti che quell’amministrazione ha investito risorse pubbliche per progettare un intervento che non si farà?», «È un nodo importante – sostiene il sindaco di Taranto – perché pur promettendo il recupero di quelle risorse dai soldi stanziati dal Governo, senza la certezza sul masterplan è difficile impegnarsi in tal senso. Noi potevamo fare i Dip e li abbiamo prodotti, Asset aveva risorse per i Pfte e ha proceduto in tal senso, ora tocca al commissario valorizzare questo lavoro». «Ma io non casseró nulla», chiosa Ferrarese.
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