Come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno in un articolo a firma di Isabella Maselli, Lorenzo Garruto, leader ultras della Curva Sud del Foggia Calcio, avrebbe avuto contatti con la famiglia Pesante, nota realtà mafiosa del Foggiano. Attraverso il figlio del boss, Garruto avrebbe tentato di interferire nella cessione del club rossonero.
La vicenda risale alla fine del 2023 ed è uno degli episodi contenuti negli atti dell’inchiesta che, due giorni fa, ha portato all’arresto di quattro persone e alla decisione di porre la società sotto amministrazione giudiziaria, per una tentata estorsione aggravata da intimidazioni e minacce all’allora presidente Nicola Canonico.
La cessione e il ruolo degli ultras
Dalle intercettazioni emergono frenetiche interlocuzioni tra Canonico e un mediatore coinvolto nella trattativa per la cessione della società a una cordata di imprenditori. In particolare, si discuteva della possibile acquisizione del club da parte del commercialista di Cerignola, Francesco De Cosmo, con un atto che sarebbe dovuto essere firmato il 19 o 20 dicembre 2023 davanti a un notaio.
La notizia della trattativa raggiunge anche alcuni esponenti della tifoseria organizzata della Curva Sud, che venuti a sapere del possibile ingresso di De Cosmo come nuovo patron, avrebbero deciso di approfondire la questione. Nelle intercettazioni si parla della volontà di raggiungere Bari per incontrare Canonico e ottenere ulteriori conferme.
La sera del 13 dicembre: l’incontro a Cerignola
Il 13 dicembre, un gruppo di ultras guidato da Garruto e Antonello D’Ascanio, con la presenza di Domenico Cataneo (responsabile dei rapporti club-tifoseria), si reca presso lo studio di De Cosmo. Tra loro anche il figlio minorenne del boss Francesco Pesante, esponente della batteria mafiosa Sinesi-Francavilla.
Prima dell’arrivo, gli investigatori della Digos intercettano una conversazione tra Garruto e D’Ascanio, in cui si chiarisce che i tifosi sarebbero rimasti fuori dallo stabile, mentre all’interno sarebbero entrati solo Garruto e il giovane Pesante. Un dettaglio poi confermato anche dal servizio di pedinamento effettuato quella sera.
Già nel giugno 2023, mesi prima che la trattativa si intensificasse, a Cerignola erano comparse scritte ingiuriose contro De Cosmo e altri membri della cordata. L’affare, poi, non si concluse, e Canonico restò alla guida del club.
Le minacce a Canonico e gli arresti
Il provvedimento cautelare ricostruisce anche vari episodi di minacce e intimidazioni contro Canonico, culminati con la sua dimissione il 31 marzo scorso. Paradossalmente, anche Garruto e D’Ascanio risultano essere stati oggetto di attentati incendiari contro le proprie auto, secondo la DDA di Bari ad opera degli stessi pregiudicati oggi arrestati.
In carcere sono finiti:
- Marco Lombardi, 48 anni
- Massimiliano Russo, 49 anni (cognato di Lombardi, già detenuto a Foggia)
- Fabio Delli Carri
- Danilo Mustaccioli, 47 anni
Gli interrogatori di garanzia si terranno domani per rogatoria: Russo nel carcere di Foggia, gli altri tre a Melfi.
La replica del legale di Garruto
In una nota ufficiale, l’avvocato di Lorenzo Garruto precisa:
«Poiché la difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento, ho il dovere di constatare, in maniera sinottica, che il Signor Garruto Lorenzo non ha giammai intrattenuto contatti con la famiglia Pesante con l’intento di attuare propositi ed obiettivi di natura criminale.
Significo, eziandio, altrettanto concisamente, che il mio assistito non ha in alcun modo interferito in maniera illecita nella cessione del Foggia Calcio».













