di Domenico Ciquera
Abbiamo intervistato Francesco Carpenzano, imprenditore sportivo e candidato al Consiglio comunale nella lista di Forza Italia. Con lui abbiamo parlato della gestione delle infrastrutture sportive a Taranto e della sfida dei Giochi del Mediterraneo.
Declino dello sport:
«Il declino dello sport a Taranto non è dovuto solo ed esclusivamente alle problematiche legate alla vecchia amministrazione. Il problema è sicuramente legato alla mancanza di impianti, ma c’è anche una questione tecnica. Il tarantino, guidato da una passione quasi esclusiva per il calcio, ha spesso concentrato su scuole calcio e sulla squadra del Taranto sia le risorse economiche che quelle strutturali. Questo ha causato notevoli difficoltà nell’espansione dello sport a livello giovanile: se non si creano vivai, quando i giovani crescono non sanno più dove collocarli.
La mia prima battaglia è partita dalle scuole. Le scuole elementari e medie dipendono dal Comune, quelle superiori dalla Provincia. Se oggi c’è una causa evidente del declino, è sicuramente la mancanza di strutture, ma anche la carenza d’intervento da parte della Provincia e, in parte, anche del Comune.»
Nuovi investitori:
«Lo sport deve diventare una vera e propria azienda privata. Deve restare di tutti, certo, ma deve avere una guida, come succede nelle società di basket, calcio, pallavolo. Lo stesso vale per gli impianti, che devono essere concessi con protocolli d’intesa — anche quelli della Marina Militare, statali e comunali — ma gestiti con contratti solidi, che evitino l’abbandono dopo due o quattro anni.
Non possiamo pensare di mandare avanti strutture come le piscine, che ci costeranno 1,7 milioni l’anno, contando su 40 società che danno un contributo minimo. Serve una progettazione a lungo termine — ma non troppo lunga — altrimenti finiremo come con altre strutture già abbandonate.
Serve un affidamento diretto a investitori con progetti economici validi per il rilancio degli impianti. Non bisogna lasciarli morire: vanno seguiti e affidati a investitori esterni, attratti non solo dallo sport, ma anche dal turismo. Taranto non è solo l’Ilva: ha il mare, una sede velica, grandi potenzialità.
Bisogna puntare su strutture importanti come le piscine, il PalaRicciardi, l’area dello skate park e lo Iacovone. L’obiettivo è creare centri federali, che porterebbero più fondi, più atleti di livello nazionale e internazionale, e anche la possibilità di realizzare atenei specifici per lo sport. Ad esempio, fisioterapia è sempre stata legata alla facoltà di Medicina. In realtà, può essere scorporata e trasformata in un ateneo a parte, legato direttamente allo sport.»
Risoluzione della crisi infrastrutturale:
«Per quanto riguarda il PalaMazzola, la prossima stagione non sarà possibile far entrare nessuno, indipendentemente da chi sarà il sindaco. Il PalaFiom, invece, è sovraccarico: ospita il CUS, la Dinamo, la Prisma Volley. Dobbiamo riaprire le strutture che abbiamo. C’è, per esempio, il PalaLegalità di Talsano, che è chiuso. Anche se lì si potrà solo allenarsi — per esempio, il campo non è omologato per il calcio a 5 — potremmo comunque alleggerire i costi per le società.
La New Taranto Calcio a 5, se gioca solo le partite ufficiali al PalaFiom, sosterrà una spesa simile a quella del PalaMazzola. Se le permettiamo di allenarsi gratuitamente in una struttura comunale nuova e funzionante come quella di Talsano, potrà continuare a esistere e rimanere a Taranto. E deve rimanere a Taranto.
Sto cercando investitori. Ho contattato il presidente Britannico per cercare di trovare una soluzione, perché serve creare sinergia tra imprenditori sportivi. Mi ci metto anch’io, che da sponsor ho sempre accompagnato le società tarantine, come il CUS Jonico per due anni consecutivi.
Dobbiamo affiancarci alla nuova fondazione dell’imprenditore ferrarese — e sottolineo imprenditore, perché non è il commissario dei Giochi del Mediterraneo in quel progetto. Si tratta di fondi privati, ed è giusto che la fondazione decida chi accompagnare. A livello comunale, dobbiamo portare questa fondazione a ragionare su tutti gli sport del territorio, non solo su alcuni.»
Prossimo sindaco:
«Il nostro candidato sindaco è un professore di diritto tributario. I bilanci li sa leggere e comprendere. Non assisteremo più a quanto accaduto con Campbell. Questo lo posso assicurare.»
Messaggio finale:
«Il mio messaggio è semplice: continuiamo a lottare per lo sport. Lo sport è volano di turismo e di riqualificazione urbanistica. Porta persone, fa amare la città ai cittadini. In questo momento, Taranto deve salvaguardare il progetto dei Giochi del Mediterraneo in ogni modo, senza ostacolare il commissario Ferrarese. Abbiamo un treno che è passato, sta passando, e lo dobbiamo prendere al volo.»













