di Domenico Ciquera
Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Francesco Montervino, ex calciatore e direttore sportivo del Taranto, che ha deciso di intraprendere un percorso in politica per rilanciare la città in cui è nato e, soprattutto, per mettere le proprie competenze sportive e gestionali a disposizione del futuro sindaco.
Taranto Calcio: “Io credo che non sia corretto, anche nei confronti di chi c’è stato, parlare in un certo modo. È chiaro, però, che quando le cose non vanno bene in una società di calcio – così come in una società di basket o di qualsiasi altro sport – le responsabilità non siano solo ed esclusivamente della persona che era a capo della società. Chiaramente c’è un concorso di colpe. Indubbiamente, i rapporti non idilliaci con l’amministrazione, ma anche con tante persone coinvolte in questa città e in questa società, non sono stati facili da gestire e hanno portato a tantissimi problemi. Già il campionato di Serie C è un campionato con molte difficoltà, e lo stiamo vedendo anche in altre città con situazioni analoghe. È chiaro che, per portare a termine una stagione o comunque un progetto di un certo tipo, bisogna avere un buon rapporto con tutti, tanto più con le amministrazioni. Tuttavia, relegare la responsabilità a chi c’era prima in società o in amministrazione comunale non è né il mio intento, né penso sia corretto farlo.”
Risoluzione della crisi sportiva: “Il problema di Taranto non è solo legato al calcio. Il problema di Taranto riguarda tutto lo sport dilettantistico cittadino, che sicuramente non sta vivendo un momento storico importante. Indubbiamente, l’arrivo dei Giochi del Mediterraneo potrà portare benefici in futuro, in quanto speriamo si possano completare gli impianti sportivi che renderanno la città più fruibile dal punto di vista dell’impiantistica. Tuttavia, al momento c’è molta confusione: ci sono tante società che non hanno più una casa, e forse anche per questo stanno affrontando numerose difficoltà. La speranza è che queste difficoltà, che oggi stanno vivendo molte società tarantine, possano poi trasformarsi in un’opportunità di crescita. È chiaro, però, che bisognerà fare attenzione a come verranno strutturati certi progetti, a come verranno assegnati gli impianti. Serve una disamina precisa. È fuori discussione che l’assetto dilettantistico tarantino debba riemergere, crescere e tornare a essere solido come una volta. Bisogna ripartire dalle palestre degli istituti scolastici, dalla professionalizzazione di tutti i settori e garantire a qualsiasi bambino in questa città la possibilità di fare sport a buoni livelli. Taranto è una città che merita di avere tanti ragazzi che possano sognare di diventare professionisti. È una città con una densità importante, con una storia sportiva rilevante, e non può permettersi di privare i giovani della possibilità di realizzarsi attraverso lo sport.”
Prisma Volley: “I presidenti della Prisma, Bongiovanni e Zelatore, li conosco perfettamente. So che tipo di persone sono e quanto tengano affinché lo sport abbia una certa valenza qui a Taranto. Hanno fatto qualcosa di importante per la pallavolo cittadina: sono stati gli unici ad aver portato la Superlega a Taranto. È chiaro che l’anno prossimo avranno una grande difficoltà, ma è esattamente quello di cui parlavo prima: i benefici che probabilmente ci saranno dopo la realizzazione degli impianti, al momento si stanno pagando. Molte associazioni tarantine, come la Prisma, il prossimo anno non avranno una casa. L’obiettivo di chi gestirà gli impianti o sarà all’amministrazione comunale dovrà essere quello di garantire lo sport a buoni livelli per tutte le associazioni tarantine, mettendole in condizione di poter garantire a tutti la possibilità di allenarsi e di costruire un progetto solido per il futuro. Una volta completati gli impianti, chiaramente, sarà tutto più semplice.”
Fondazione del Mediterraneo per lo sport: “In questo momento non sono nessuno per dare un giudizio su quello che fanno altre professionalità del territorio. È chiaro, però, che il concetto di polisportiva e il concetto di fondazione possono essere validi soprattutto in una fase di rinascita per la città. Se la fondazione fosse strutturata come la Fondazione Milano-Cortina, ovvero come una sorta di salvadanaio di imprenditori, sia privati che pubblici, che versano contributi e magari vi convogliano anche le economie rimaste dagli appalti delle opere per i Giochi, allora potrebbe diventare un’importante risorsa per molte associazioni tarantine. Non è corretto pensare di destinare i fondi solo al mondo del calcio o del basket. Sarebbe più giusto distribuirli per tutte le realtà sportive tarantine. Il commissario ha sicuramente le idee più chiare di me sul fatto che polisportiva e fondazione possano essere una locomotiva per rilanciare lo sport in città. Io ho una visione leggermente diversa sulla creazione della polisportiva. In Italia, ha funzionato solo in poche realtà: Parma e Treviso, che però avevano alle spalle il mondo Benetton, con un monopolio totale sulla città e la possibilità di gestire gli investimenti come meglio credeva. Oggi creare una polisportiva senza una base solida potrebbe essere difficile. Tuttavia, il commissario avrà le idee chiare e saprà offrire almeno un progetto concreto per il futuro. Non sarà facile, e i tempi tecnici potrebbero non essere sufficienti.”
Investire nello sport a Taranto: “Si possono attrarre investitori da fuori solo se, a garanzia della città, ci sono persone credibili. Oggi un investitore a Taranto sa bene che questa città, come dimostrano diversi studi, ha livelli di vivibilità tra i più bassi d’Italia e una qualità ambientale molto compromessa, chiaramente questi sono gli aspetti negativi della città, ma dobbiamo puntare alla rinascita della città anche perché Taranto è una città meravigliosa quindi gli imprenditori che non sono di Taranto possono venire a patto che in città ci siano persone credibili che possano garantirgli, tranquillità e una programmazione di un certo tipo. Taranto credo abbia al proprio interno manager e imprenditori in grado di convincere investitori provenienti da altre realtà a venire a Taranto e, grazie ai loro investimenti, generare benefici per tutta la comunità.”














