«Oggi il Garibaldi lascia Taranto e viene consegnato gratuitamente all’Indonesia. Non è soltanto una pagina triste per la Marina Militare e per una città che con quella nave ha condiviso oltre quarant’anni di storia. È soprattutto l’ennesimo torto consumato dal Governo Meloni ai danni di Taranto».
È quanto afferma il senatore Mario Turco, vicepresidente e delegato alle Politiche economiche e fiscali del Movimento 5 Stelle, intervenendo sulla cessione del Garibaldi all’Indonesia.
Secondo Turco, il Governo e il ministro della Difesa Guido Crosetto avrebbero privato Taranto «di un patrimonio storico e simbolico», ignorando la possibilità di trasformare la nave in un grande museo navale galleggiante e in un attrattore culturale e turistico internazionale.
«Durante il Governo Conte II avevamo inserito questa prospettiva nel Cantiere Taranto e ancora pochi mesi fa il Consiglio regionale della Puglia aveva approvato all’unanimità la richiesta di mantenere la nave a Taranto e sostenerne la trasformazione in polo museale», sottolinea Turco.
L’esponente del M5S critica quindi la scelta del Governo, parlando di «un’altra opportunità di sviluppo sottratta alla città» e di una decisione presa «sopra la testa del territorio».
Turco solleva inoltre dubbi sulle modalità dell’operazione e chiede chiarimenti sulle eventuali connessioni tra la cessione gratuita della nave e prospettive commerciali nel settore della difesa.
«Questa vicenda presenta anche contorni che continuano a essere opachi e sui quali il ministro Crosetto non ha ancora fornito risposte convincenti», afferma il senatore, ricordando di aver presentato diverse interrogazioni parlamentari sulla cessione del Garibaldi e sulle prospettive commerciali richiamate nella documentazione trasmessa dalla Difesa al Parlamento.
Tra queste, secondo Turco, figurerebbe la possibile fornitura alla Repubblica Indonesiana di sei sommergibili della società privata DRASS, per un valore stimato di circa 480 milioni di euro, oltre ad altre potenziali commesse nel settore delle armi per centinaia di milioni.
«Non sosteniamo ciò che non è ancora dimostrato – precisa –. Ma proprio per questo Crosetto deve spiegare fino in fondo se esista o meno un collegamento tra la cessione gratuita di un bene pubblico italiano e queste operazioni commerciali private, quali interlocuzioni siano intercorse, chi abbia partecipato alle trattative e quale interesse pubblico abbia realmente giustificato la rinuncia dello Stato a un proprio patrimonio».
La conclusione è un duro attacco al Governo. «Oggi il Garibaldi lascia il Mar Grande mentre Taranto avrebbe potuto trasformarlo in un simbolo del proprio futuro. Il ministro Crosetto deve rispondere in Parlamento e rendere trasparenti tutti i passaggi di questa operazione. Taranto meritava il Garibaldi e il suo museo del mare ma, soprattutto, Taranto merita di essere rispettata e non saccheggiata».














