Ancora un punto per conquistare l’aritmetica certezza della promozione in Lega Pro, dopo una cavalcata durata un anno intero. Alla vigilia della sfida in Lucania tra Taranto e Picerno, una sfida che per gli ionici poteva assumere ben altri connotati, abbiamo ascoltato il condottiero della Leonessa, mister Domenico Giacomarro.
Siamo giunti alla gara che potrebbe sancire il verdetto finale del campionato e il destino ha voluto che fosse proprio Picerno-Taranto; che Picerno sarà?
In questo momento noi non dobbiamo fare calcoli. La forza del Picerno quest’anno è stata proprio quella di imporre il proprio gioco. Ho dovuto cambiare la testa a parecchi giocatori e trasformarli in giocatori dalla mentalità vincente. Sapevamo di non poterci mai fermare perché avevamo dietro squadre come Taranto e Cerignola, molto più attrezzate di noi. Nel calcio alle volte i miracoli succedono; essere in classifica con 10 punti di vantaggio sul Taranto e giocarci il campionato solo con il Cerignola non era preventivato all’inizio e neanche durante il campionato. La nostra squadra è composta da tanti giovani che non hanno l’abitudine ad affrontare campionati di un certo livello.
Penso ad esempio a Kosovan e Esposito, calciatori che lei ha rivalutato…
Sono giocatori che con altri allenatori hanno fatto fatica a giocare. Hanno un carattere forte e non è facile inserirli in un contesto di squadra. Tutti però siamo stati bravi, dalla società allo staff. Ci sono ragazzi che avevano giocato solo in Eccellenza e ora si ritrovano a un passo da un successo che li condurrebbe in terza serie.
Dopo la vittoria di Sorrento, rientrando a Picerno avete ricevuto l’affetto dei vostri tifosi. Che sensazione hanno provato i calciatori più giovani?
Abbiamo sempre festeggiato dopo ogni partita perché per noi ogni vittoria era un peso tolto; non era scritto da nessuna parte che dovevamo essere in testa. L’accoglienza in autogrill è stata sorprendente. Sicuramente non è la stessa di Taranto e non è come avere allo stadio 10.000 persone ma è comunque un momento importante, quasi storico per noi.
Santaniello ha dichiarato che, se non ci fosse stato il Picerno, questo campionato lo avrebbe vinto il Taranto. Lei cosa ne pensa?
Con i se e con i ma non si fa calcio. È un campionato che è andato così, in cui i calciatori hanno appreso la mia metodologia, che è sempre la cosa più difficile per un calciatore. Nei mesi iniziali invece questa squadra già recepiva i miei schemi e le mie idee. Ora dobbiamo fare questo passettino per centrare un obiettivo meritato. A chi dice che a Taranto abbiamo giocato male e non abbiamo espresso un bel calcio in campionato dico che per tre mesi abbiamo giocato senza Santaniello e senza Esposito. Abbiamo avuto attaccanti, che sono Sol e Tedesco, che giocano gratis. A Taranto ci sono fior di giocatori che io non ho.
Santaniello contro D’Agostino: chi preferisce mister Giacomarro?
Sono due ruoli diversi; uno è punta centrale, l’altro trequartista o seconda punta. D’Agostino ha un piede importante con una fantasia e diligenza tattica che in questa categoria si fa fatica a trovare. Sono due giocatori che potrebbero coesistere tranquillamente. Io quando ho firmato per il Picerno ho detto che volevo fortemente Santaniello, altrimenti non sarei andato a Picerno. Anche il Taranto gli aveva fatto la corte a dicembre con Giove e il Direttore Montella che me lo chiesero personalmente. Se lo avessi ceduto al Taranto, staremmo parlando di un altro campionato; ho preferito la continuità del nostro progetto.
Attacco contro difesa; si può definire così questa partita?
Quest’anno la difesa è stata un punto di forza. Rispetto agli altri campionati che ho vinto, in cui facevamo tanti gol, quest’anno è una coincidenza quella di avere la difesa più forte dell’attacco. Anche il campo piccolo di Picerno ci ha aiutato in fase difensiva, mentre in fase d’attacco la poca ampiezza non agevola.
Al Taranto servono tre vittorie per il secondo posto. Se il Picerno conquistasse un punto contro il Taranto, che partita giocherebbe poi col Cerignola?
Intanto speriamo che questo punto arrivi. Poi io penso che il Taranto deve ambire al ripescaggio. Una squadra con una città e una passione simile non può stare in D. I soldi vanno spesi per fare il ripescaggio e non per costruire una squadra in D. La Federazione dovrebbe badare al bacino d’utenza e alla meritocrazia come criteri per il ripescaggio stesso.
Andrea Loiacono













