La ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, in programma dal 21 agosto 2026 tra Taranto, Brindisi, Lecce e altri comuni della regione, rischia di trasformarsi in un vero e proprio campo di battaglia burocratico e politico prima ancora di vedere il fischio d’inizio. Al centro dello scontro ci sono i servizi tecnologici dell’evento, una partita da 5 milioni su un totale di 10 milioni previsti per tutti i servizi dei Giochi.
Come ricorda Domenico Palmiotti del Quotidiano, dopo le dichiarazioni del Ministro dello Sport, Andrea Abodi («Siamo in Italia, abbiamo delle regole e le dobbiamo rispettare»), e del presidente del comitato organizzatore locale, Massimo Ferrarese («Mai, nemmeno per un attimo, perderemo di vista la bussola della trasparenza, della correttezza e del rispetto delle leggi»), il Comitato Internazionale ha deciso di alzare i toni, inviando una lettera anche al sindaco di Taranto, Piero Bitetti, e al presidente del Coni, Luciano Buonfiglio.
Secondo l’organo internazionale, i servizi tecnologici devono essere affidati a soggetti di sua fiducia, mentre il comitato locale insiste sul rispetto delle procedure italiane. Nella missiva si paventano pesanti conseguenze, sottolineando come questa sia la prima volta in 75 anni che i Giochi rischiano seriamente la cancellazione a causa di ritardi «inspiegabili e ingiustificati».
Il nodo della questione non è solo tecnico, ma anche contrattuale. Il contratto originario, firmato da Giovanni Malagò e Rinaldo Melucci, e l’emendamento di novembre scorso prevedono l’affidamento «nel rispetto delle leggi applicabili». Tuttavia, la mancata firma dei ministri Abodi e Foti ha messo in dubbio la validità dell’emendamento, creando ulteriori tensioni.
Palmiotti sottolinea come anche l’avanzamento dei lavori non dia garanzie. Su 274,6 milioni di euro stanziati, solo 16,4 milioni risultano conclusi o in via di conclusione, mentre la maggior parte dei lavori è ancora in corso. La cerimonia di apertura allo Stadio Iacovone resta un punto critico, con il rischio di ritardi che preoccupa il Comitato Internazionale.
Non mancano poi le polemiche sull’ospitalità: il Villaggio Mediterraneo e le due navi da crociera destinate ai delegati internazionali, secondo l’organo internazionale, dovrebbero essere pronte settimane prima dell’inizio dei Giochi, in contrasto con i piani del comitato locale.
L’8 ottobre è previsto un vertice a Roma tra Comitato Internazionale, Comune di Taranto, Coni e Governo. Secondo quanto riferisce Palmiotti, sarà il momento decisivo per capire se sarà possibile conciliare la rigidità delle norme italiane con le pressioni internazionali. Per ora, l’orologio corre e il conto alla rovescia dei Giochi del Mediterraneo è già cominciato.














