Apprendiamo con stupore le recenti dichiarazioni dell’on. Gianpaolo Iaia, che attribuisce presunti meriti all’attuale Governo nell’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo 2026.
È doveroso ristabilire la verità: senza il Governo Conte II, i Giochi del Mediterraneo a Taranto non sarebbero mai esistiti.
Nel 2020 fu proprio il Governo guidato dal Presidente Giuseppe Conte a deliberare l’assegnazione dell’evento, stanziando i primi 250 milioni di euro e avviando concretamente l’intero iter organizzativo. Tutto ciò che è avvenuto successivamente – durante i governi Draghi e Meloni – ha riguardato unicamente l’ordinaria amministrazione: decreti attuativi, gare d’appalto, gestione burocratica, accompagnati da gravi ritardi e mancanze.
INFRASTRUTTURE PROMESSE E CANCELLATE
Parlare oggi di “meriti” significa offendere l’intelligenza dei cittadini e ignorare l’evidenza. I grandi interventi promessi per accompagnare i Giochi sono stati cancellati, rinviati o abbandonati:
- Il prolungamento dell’autostrada fino a Taranto è scomparso da ogni pianificazione.
- L’ampliamento a quattro corsie della SS100 Taranto–Bari resta sulla carta: la “strada della morte” continua a mietere vittime.
- L’Alta Velocità Taranto–Battipaglia–Salerno, inizialmente finanziata con fondi PNRR, è stata eliminata dal Governo Meloni.
- L’aeroporto Arlotta di Grottaglie, previsto per l’apertura ai voli civili, rimane inoperativo, nonostante le delibere CIPE.
Il villaggio olimpico, che avrebbe potuto essere riutilizzato come studentato, è stato sostituito da due navi da crociera, costate 50 milioni di euro e senza alcuna ricaduta strutturale o occupazionale per il territorio.
Inoltre, a differenza dei Giochi Invernali Milano-Cortina, nessun contratto di sponsorizzazione è stato siglato e nessun biglietto è stato venduto. Milano ha già incassato quasi 500 milioni di euro, con 630.000 biglietti acquistati. Taranto è invece ferma, penalizzata e dimenticata.
IL PREZZO PAGATO DALLA CITTÀ
A causa delle scelte sbagliate e dell’assenza di una regia politica efficace, Taranto ha pagato un prezzo altissimo:
- Due anni senza impianti sportivi agibili;
- Stagioni interrotte o annullate;
- Società retrocesse e fallite;
- Migliaia di giovani privati di spazi, opportunità e percorsi sportivi.
Il Governo ha ignorato le richieste delle società sportive, delle famiglie, degli atleti e dei tifosi. Ha chiuso gli occhi, lasciando la città in un vuoto gestionale totale.
E DOPO IL 2026?
Le domande fondamentali restano ancora senza risposta:
- Chi si occuperà della gestione e manutenzione degli impianti?
- Esiste un piano economico sostenibile per evitare che tutto ricada sui bilanci comunali o sulle società sportive?
- O ci ritroveremo con cattedrali nel deserto, inutilizzate e insostenibili?
TARANTO NON È UN PALCOSCENICO ELETTORALE
A oggi vediamo solo ritardi, disorganizzazione e passerelle autocelebrative. Nessuna visione, nessuna strategia, nessun rispetto per il territorio.
Taranto è stata sacrificata da chi oggi la cita come se ne fosse il salvatore.
Lo stesso Governo che ha scelto di legare la città al carbone per altri 12 anni, bloccando ogni possibilità di svolta sostenibile.
Il Movimento 5 Stelle non resterà a guardare.
Continueremo a batterci per ottenere risposte, garanzie e un futuro degno per Taranto e i suoi cittadini. Non permetteremo che questa città venga strumentalizzata per fini elettorali.
Taranto merita rispetto, non propaganda.













