Dodici mesi per trasformare tre grandi cantieri in altrettanti impianti pronti ad accogliere i Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. È il confronto fotografico pubblicato dal commissario Massimo Ferrarese, che ha messo fianco a fianco le immagini scattate un anno fa e quelle attuali del PalaRicciardi, delle Piscine Olimpiche e dello stadio Erasmo Iacovone.
Un percorso che, nell’estate del 2025, sembrava tutt’altro che scontato. I cantieri erano appena entrati nel vivo e non erano mancate le perplessità sulla possibilità di completare opere di questa portata in appena dodici mesi.
«In quei giorni erano in tanti a chiedermi di valutare la richiesta al Comitato Internazionale di uno slittamento di un anno dei Giochi – ricorda Ferrarese – in quanto ritenevano impossibile che si potessero completare in soli dodici mesi opere così grandi e complesse».
La scelta, invece, è stata quella di non chiedere altro tempo e di lavorare per rispettare la scadenza fissata.
«Noi abbiamo scelto un’altra strada, quella di lavorare per rispettare il tempo che avevamo», sottolinea il commissario.
Dodici mesi di lavoro
Il risultato, secondo Ferrarese, è racchiuso proprio nel confronto tra le fotografie. «In soli 12 mesi, da cantieri appena avviati a impianti pronti ad accogliere i Giochi».
Il 21 agosto Taranto ospiterà la cerimonia inaugurale della ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo e gli impianti rappresenteranno uno degli elementi centrali dell’appuntamento internazionale.
Ferrarese ha voluto ringraziare quanti hanno lavorato alla realizzazione delle opere: «La differenza, in dodici mesi, l’hanno fatta il lavoro, la determinazione e la capacità dei miei collaboratori, delle imprese e di centinaia di lavoratori che non si sono mai arresi. Vi ringrazio di cuore».
Un riconoscimento rivolto dunque alla struttura commissariale, alle aziende impegnate nei cantieri e alle maestranze che hanno lavorato in questi mesi per rispettare una tabella di marcia particolarmente serrata.
«Non solo impianti, ma icone»
Nel suo messaggio, Ferrarese si sofferma anche sull’aspetto estetico e architettonico delle nuove strutture.
Lo stadio Iacovone, completamente rinnovato per l’appuntamento, viene accostato dal commissario a «uno dei più belli orologi d’acciaio al mondo», mentre il PalaRicciardi viene paragonato a «una delle sneaker più belle e iconiche» o al celebre Magic Mouse.
Due strutture che, nella visione del commissario, vanno oltre la semplice funzione sportiva.
«Due impianti sportivi che sembrano quasi due oggetti di design appoggiati sulla città», scrive Ferrarese.
Ed è proprio questa, secondo il commissario, la filosofia che ha guidato la realizzazione delle opere: «Tutto questo non è un caso, non volevamo soltanto costruire impianti, ma creare icone…!».
Il conto alla rovescia è ormai agli ultimi giorni. Il 21 agosto, a Taranto, il lavoro di questi dodici mesi troverà la sua prima grande consacrazione con l’inizio dei Giochi del Mediterraneo.














