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Giochi del Mediterraneo, TarantoBuonasera pubblica la pec di Ferrarese

Foto TarantoBuonasera

Giochi, fuori il “casus belli”. Così si riapre la partita per ricostituire il comitato

Negli ultimi mesi la figura di Sannicandro era al centro dello scontro fra Governo e Regione sulla gestione dell'evento sportivo da organizzare a Taranto nel 2026. Giorni decisivi per la svolta

di Domenico Palmiotti – Il Quotidiano

Adesso che Elio Sannicandro è uscito di scena dall’Asset, dovrebbe allentarsi anche l’ultimo nodo che teneva frenata la ricostituzione del comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo del 2026 a Taranto. Dopo l’uscita dal comitato del
Coni a fine luglio e del Governo il 25 settembre, entrambi in conflitto con Sannicandro, nelle ultime settimane uno scontro si era aperto tra Roma e Bari proprio sul ruolo del numero uno dell’Asset all’interno del comitato, Asset che ha predisposto i progetti degli impianti sportivi di Taranto.
Tutti d’accordo sul fatto che il comitato andava rifondato e che non poteva stare in piedi senza la presenza di due riferimenti importanti come Governo e Coni, si trattava di riscrivere le regole e costruire una nuova governance.
Un lavoro non semplice che tra i vari passaggi, ovvero se azzerare e rifare il comitato, oppure se modificare l’esistente, 0, ancora, come portare in maggioranza Governo e Coni, ha dovuto affrontare proprio il ruolo dell’ingegnere barese. Governo e Coni ne avrebbero fatto volentieri a meno.
Il Governo perché gli imputava i ritardi nell’organizzazione dei Giochi, tanto da mettere fortemente a rischio sia la costruzione degli impianti sportivi che l’evento stesso, rendendo necessaria, prima dell’estate, la nomina di un commissario, Massimo Ferrarese. Il Coni perché non aveva gradito il fatto che, pur col Coni uscito dal comitato, Sannicandro aveva comunque preso contatti con le singole federazioni sportive. Per Governo e Coni, quindi, Sannicandro andava rimosso, ma la Regione, col presidente Michele
Emiliano, raccontano più fonti, lo ha difeso e non era disponibile ad avallarne il sacrificio. Tant’é che alla fine, raggiunto un accordo di massima (in bozza) sul riassetto dell’attuale comitato al posto dell’azzeramento, sulla modifica di alcuni articoli dello Statuto e sul ruolo di maggioranza di Governo e Coni, si era trovato un compromesso anche sul dg.
La carica sarebbe stata sdoppiata.
Ci sarebbe stato un direttore generale nominato dal Governo e un condirettore, o un vice direttore, di designazione delle istituzioni locali e sarebbe stato Sannicandro. Due incarichi, ma con funzioni distinte. Nei giorni scorsi i pontieri avevano lavorato a questa soluzione, tuttavia nulla era accaduto. Era rimasto in piedi il vecchio comitato, tant’è che il commissario Ferrarese, per non stare più fermo col nuovo masterplan delle opere, riconfigurato dopo il confronto con i sindaci, l’aveva singolarmente inviato a ciascun componente del comitato anziché presentarlo all’organo nella sua collegialità.
Nello scorso fine settimana si era diffusa la notizia che in questa il comitato sarebbe stato ricostituito e insediato. Ora la vicenda di Sannicandro non dovrebbe causare ulteriori slittamenti, anche perché il dossier Giochi nulla c’entra con la vicenda per la quale è stato interdetto dalle funzioni di capo dell’Asset, ma archiviare la nuova articolazione individuata per la direzione generale. Nel senso che, a questo punto, Sannicandro uscirà di scena pure dai Giochi e nel comitato ci sarà solo il direttore generale e non più un condirettore o un vice direttore. O se questa seconda figura verrà mantenuta, di certo non sarà Sannicandro. In quanto a Sannicandro, se Governo e Coni lo avevano messo nel mirino, non si può dire che da direttore generale del comitato abbia risparmiato gli altri soggetti coinvolti nei Giochi.
Negli ultimi mesi le sue critiche al commissario e al Governo, e al ministro Raffaele Fitto in particolare, erano frequenti.
E a proposito delle accuse relative ai ritardi nei progetti degli impianti sportivi, Sannicandro in una recente intervista a Quotidiano aveva detto: «A Taranto andate verso il fallimento. Si sta andando incontro al fallimento. Ma non è il comitato organizzatore il problema.
Il comitato sta lavorando da quattro anni, ha preparato il dossier ed è già completo.
Invece da quando sono arrivati l’attuale Governo e il ministro Fitto, è passato più di un anno e i soldi stanno lì fermi. Del commissario si è parlato a inizio d’anno, poi è stato nominato a maggio, sono passati cinque mesi e non s’è vista alcuna accelerazione». E ancora: «Perché la colpa del comitato organizzatore? Quale è la colpa del comitato organizzatore? Quale è la criticità? Quella che abbiamo, l’unica, è sulla parte impiantistica. E perché c’è? Perché le risorse non sono arrivate. Sono state impegnate ai primi del 2022 dal Parlamento italiano e non sono arrivate. Questo è il fatto».
Dario laia, deputato di FdI, sovente ha polemizzato con Sannicandro. E ora tirando in ballo il governatore Emiliano, che il giorno prima aveva attaccato Fitto a Taranto su Giochi ed ex Ilva, dichiara «che un suo fido scudiero, il direttore di Asset e dei Giochi del Mediterraneo, Sannicandro, è rimasto coinvolto in una grave inchiesta giudiziaria che potrebbe impedirgli per il futuro di occuparsi dei Giochi e di altro ancora. Auguriamo chiaramente all’ingegnere Sannicandro di dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, perché noi siamo davvero garantisti, tuttavia invitiamo il presidente Emiliano, ad impegnarsi maggiormente e con più profitto nella scelta dei propri collaboratori in quanto, con una frequenza non usuale, incappano in guai giudiziari».

Tags: Giochi del Mediterraneo
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