Dopo uno scontro – in parte mediato, in parte no – durato qualche mese, sui Giochi del Mediterraneo si è arrivati in porto tra comitato internazionale, guidato dal cancelliere Ilias Vassiliadis, e comitato organizzatore locale, presieduto ad interim (dopo il ritiro di Massimo Ferrarese) dal commissario di Governo Guido Abodi.
I contatti di queste settimane tra il ministero dello Sport, il comitato internazionale e quello locale hanno sortito effetti. Si applicherà la soluzione che il ministro Andrea Abodi ha annunciato a Taranto il 21 novembre: trasferire la fornitura e la gestione di alcuni importanti servizi a quello internazionale per un costo di circa 13 milioni, adesso andremo a individuare quali servizi verranno spostati tra la Logistica, l’Antidoping e il broadcasting. È anche allo studio una maggiore esposizione del comitato internazionale che dovrà ridefinire le regole.
La cessione avviene a valle di una verifica di congruità dei prezzi richiesti dal Governo, ma è stata fatta di fatto. Ma come si è arrivati al superamento del contenzioso? Abodi è stato a Roma in un tavolo col comitato internazionale per definire gli equilibri e dare il contributo di 2 milioni. Adesso si deve procedere e si deve recuperare tempo. Già sono versati i pegni per un totale di 2 milioni per la risoluzione dell’insolvenza assicurativa.
I conti del disaccordo e la Marina Militare
Il vero problema non stava pesando molto sull’aspetto più che altro formale (scambio di lettere durissime, Taranto e comitato internazionale) ma aveva a che vedere con i prezzi, un contenzioso che, se non risolto prima del 21 settembre a Taranto all’evento sulla rotonda del Lungomare, avrebbe dovuto mettere in discussione la buona riuscita dei Giochi, che partono il 21 agosto del 2026 e si è arrivati al punto che ora si inaugureranno nello stadio la Pista di Atletica.
Tutto è nato dalla richiesta del comitato internazionale di avere la fornitura di alcuni servizi tecnologici del 2006 già compresi e utilizzati anche, già testati, in altri eventi sportivi. Questo affidamento sarebbe andato a favore di Sport e Salute. Ma alla richiesta, il comitato ha risposto che si trattava di servizi non prioritari per l’organizzazione. Il comitato di Taranto ha replicato di non potere effettuare un affidamento di quell’importo via diretta in quanto avrebbe violato le regole e che si sarebbero dovute fare gare con chiarezza sui prezzi di mercato, ma il comitato ha avanzato che “il comitato si era avvalso di un team che ha garantito il miglior standard rispetto a 3 competitors nei grandi eventi: gli aspetti tecnologici, la ticketing e il pagamento in totale e la parte di antidoping“.
Abodi ha trovato una soluzione e ora si stanno definendo le regole. Concentrato con il comitato internazionale si è ragionato su come fare.
Per gli atleti, la base della Marina Militare ha messo a disposizione l’alloggiamento per gli atleti e per la logistica.
I contatti di queste ore tra il ministro, il comitato internazionale e il comitato locale hanno sortito effetto. Si è raggiunta la mediazione sull’accordo che risponde all’esigenza di Taranto e al comitato internazionale che è stata richiamata. Il comitato potrebbe essere ripreso da Abodi.
La soluzione del comitato internazionale adesso va risolto quello delle due navi da crociera che ospiteranno gli atleti. Fallita la gara di appalto per lo sport e la sicurezza, i 55 milioni di euro non sono stati spesi e non si è potuto fare la direzione directa con la partecipazione di Navigazione, di Msc Crociere che si è dovuto ritirare.
Taranto è stata coinvolta nel giro di una settimana, perché Abodi ha dovuto rimettere in discussione le offerte e le garanzie. Nel frattempo, va avanti il piano organizzativo delle due navi da crociera ospitanti ad agosto e settembre per circa tremila posti per l’alloggiamento all’esterno dell’Autorità portuale e del Mar Ionio, mentre una parte della logistica rimarrà nella Marina Militare, nella base navale di Chiaraperrone. Il centro tecnico del commissario Marina che viene reputato ottimo ospiterà la segreteria tecnica, per un’ampia collaborazione, e anche le possibilità di mettere a disposizione l’alloggiamento in modo delle proprie strutture per il personale dei Giochi tra i dati e i volontari.
Intanto, Ferrarese per lo scioglimento di Taranto. Imputato di aver speso 15 milioni di euro (su 650 milioni) e avere messo in discussione l’assetto.
Per l’impiantistica: 9 milioni e 600mila per l’impianto sportivo comunale; 9 milioni e 600mila per l’atletica; 690mila per la messa in sicurezza del campo sportivo a Talsano; 6 milioni e 880mila per gli uffici del commissario Ferrarese e la sede istituzionale. Poi ci sono gli appalti dei Comuni spesi sempre dal commissario: 180 mila euro per l’impiantistica, con interventi fatti, ma si è fermato agli operai. La base alle spese di rendicontazione, ha ottenuto il trasferimento di 24 milioni e 300mila euro e ha chiuso una pratica di rendicontazione di 30 milioni.
Fonte: Domenico Palmiotti, Quotidiano














