di Maurizio Corvino
Durante la trasmissione TimeOut, condotta dal direttore Maurizio Mazzarella, la giocatrice della De Florio Nuovi Orizzonti, Francesca Lacitignola, ha raccontato emozioni, motivazioni e prospettive della sua nuova avventura sul parquet.
Il ritorno in campo
«Mi è mancato talmente tanto questo sport che, per tornare su questi parquet, stare con la squadra e dentro tutto il contesto, mi sono messa di impegno per dimostrare che ci posso essere ancora, e bene. Rispetto a tre anni fa mi sento completa. Quei tre anni di stop mi hanno dato la carica e la motivazione per capire che non poteva finire così. Non dovevo appendere le scarpe al chiodo solo perché, grazie a Dio, ero diventata mamma di una bambina bellissima. Così mi sono detta: posso giocare anche da mamma».
Il legame con Gismondi
«Siamo cresciute insieme, quindi ritrovarci oggi è la vittoria più bella. Ci siamo conosciute grazie a questo sport e, dopo quindici anni, siamo ancora una coppia perfetta in campo».
La forza del gruppo
«Il gruppo è il primo ingrediente per vincere. Le più giovani sono il nostro motore: grazie a loro riusciamo ad allenarci con continuità e serietà. Le trattiamo benissimo, come meritano. A volte non conserviamo ricordi bellissimi di quando eravamo noi le juniores, e proprio per questo oggi vogliamo lasciare a loro un ricordo positivo».
La società
«Sentiamo la loro presenza, e per noi è una grande sicurezza. Squadra e dirigenza sono un’unica cosa: solo così si può camminare in modo forte e deciso».
La prossima partita
«Sarà una partita combattuta, molto combattuta. Loro sono una buona squadra, ma ce la metteremo tutta per continuare questa scia positiva».
Obiettivo finale
«Per scaramanzia non diciamo niente. Prima di iniziare ogni gara ripetiamo sempre: “dieci venti, venti trenta, trenta quaranta”, che per noi significa non fermarsi mai. L’obiettivo è uno, e vogliamo arrivarci».
Tramandare la passione
«Abbiamo tante ragazzine e per noi sono fondamentali. È importante trasmettere la passione per lo sport, per la squadra e per il gruppo».
La sua specialità: i rimbalzi
«Sotto canestro è vero: sono cattiva, perché mi piace quel fondamentale. Se mi chiedessero cosa preferisco fare in campo, non direi segnare, ma prendere un rimbalzo per ripartire subito in attacco. Un rimbalzo non preso può essere una seconda opportunità per loro; un rimbalzo preso in attacco può essere una seconda opportunità per noi».
Telethon Udine
«Mi sembra una bellissima iniziativa. L’inclusione è fondamentale, ed è bello vedere due territori lontani unirsi attraverso lo sport».














