Giovanni Gargiulo, centrale classe 1999, arriva alla corte di mister Di Pinto, nella Gioiella Prisma, in questo campionato, dopo aver passato due stagioni nella Tonno Callipo Vibo Valentia. Conosciamolo meglio.
Ciao Giovanni. Due domeniche fa si è chiuso il girone di andata. Puoi farci un bilancio?
“Il girone di andata sicuramente dal punto di vista dei punti è andato come ci aspettavamo. Bene o male ci aspettavamo di fare quel numero di punti, magari non nel modo in cui l’abbiamo fatto. Ci aspettavamo di vincere alcune partite piuttosto che altre. Potevamo prendere qualche punto in più lungo la strada ma non ci possiamo ritenere insoddisfatti. L’importante adesso è continuare così e migliorare piano piano.”
Domenica contro la Lube avete fatto un terzo set strepitoso. Cosa è mancato negli altri due?
“Secondo me ci abbiamo messo troppo a carburare, abbiamo capito troppo tardi che potevamo giocarcela senza nessun tipo di timore reverenziale nei confronti della Lube. Anche perché nella prima partita di campionato, contro la Lube in casa, abbiamo fatto vedere che ce la potevamo giocare tranquillamente e anche tante altre partite, come quella con Perugia. Non dobbiamo avere questa paura di giocare contro squadre più blasonate.”
Lunedì affronterete in casa Cisterna. Che clima c’è e come state preparando questa partita?
“C’è un clima di rivincita perché all’andata abbiamo perso 3 a 0 in casa loro ed è stata una partita un po’ particolare, era inizio campionato, non eravamo al top e quindi sicuramente c’è una voglia di rifarsi dopo quella partita. Il clima è sicuramente quello di allenarsi a più non posso, anche perché abbiamo un giorno in più, giocando di lunedì, per preparare la partita nel migliore dei modi.”
Sei arrivato a Taranto, alla corte di mister Di Pinto, quest’anno. Come ti stai trovando e che ambiente hai trovato?
“Mi sto trovando molto bene. Sono in Puglia da 8 anni sia come giocatore che come vita privata, perché la mia ragazza è di Castellana Grotte, quindi sto sempre qui. Sicuramente la società non ci fa mancare niente. È come piace a me, molto familiare, non ti tratta da dipendente come tante altre società, ma ti tratta come uno di famiglia, quindi ci fanno stare veramente bene, cercano di venirci incontro il più possibile, su qualsiasi aspetto.”
Tornando un po’ indietro. Hai iniziato la tua carriera in A2 vestendo la maglia di Castellaneta Grotte per ben 5 anni. Com’è stata questa prima esperienza?
“E’ stata fantastica. Come dico sempre che stando lì ho “il cuore nello zucchero”, perché ho cominciato lì a giocare a pallavolo. Ho fatto tanti anni di giovanili e poi sono rimasto 3 anni, quando ho finito le giovanili, solo per stare a Castellana e giocare in serie A2, questo anche li ero unondi “famiglia” perché e quindi si lavora tanto, però si viene trattati da persone e non da dipendenti.”
Approdi in Superlega a Vibo Valentia. Proprio qui inizi a riempire il tuo curriculum, conquistando ben 23 vittorie in massima serie.
“A Vibo mi sono trovato molto bene per lo stesso motivo di come sei trattato, come ti dicevo prima, che è una prerogativa del Sud Per questo io ho sempre detto che finché ci saranno squadre al Sud che mi vorranno cercherò sempre di restare in quest’ambiente. Dal punto di vista personale mi ha aiutato tanto, mi ha fatto crescere tanto il fatto di essere in Superlega, il primo approccio con dei campioni è stato veramente bello.”
Nelle tue due stagioni in Calabria, hai potuto giocare al fianco di Candellaro e Flavio, come terzo centrale. Cosa hai potuto apprendere da questa esperienza?
“Ho appreso tanto. Il primo anno che sono stato a Vibo avevo come centrali Anzani e Cester, che ora sono alla Lube e a Piacenza, sono anche loro centrali veramente molto bravi e forti. L’anno scorso ho avuto Candellaro che adesso è rimasto lì a Vibo ma che ha fatto una carriera strepitosa, mentre Flavio adesso è a Perugia. È stata un’esperienza formativa in entrambi gli anni. Non ti nascondo che quando mi capitava di partire dall’inizio, piuttosto che Candellaro e Flavio, era una soddisfazione.”
Nel tuo palmarès puoi vantare anche di aver vinto una medaglia d’argento, conquistata con la Nazionale Italiana nel Mondiale juniores in Barlein nel 2019.
“Di quell’estate ricordo che è stata lunghissima, perché abbiamo iniziato a prepararci prestissimo, giá a metà Maggio. È stata sicuramente un’esperienza indimenticabile perché è stata la conclusione di un percorso di tanti ragazzi con cui abbiamo fatto veramente la trafila, a partire dallìunder 15 under 16. E’ stato un peccato non chiudere con l’oro.”
Cosa ti aspetti dall’esperienza che stai vivendo a Taranto?
“Di migliorare tanto dal punto di vista personale. Abbiamo un allenatore che è molto bravo sul piano tecnico, quindi ti fa crescere tanto. Sicuramente ho trovato un gruppo super, sono tutti ragazzi fantastici, quindi sto riscoprendo anche il piacere di stare insieme a delle persone che non avrei conosciuto se non fossi venuto qui a Taranto.”
Francesca Raguso













