di Domenico Ciquera
Questa mattina abbiamo intervistato Giovanni Di Stefano, con il quale abbiamo avuto l’opportunità di parlare degli sviluppi della trattativa tra lui e Massimo Giove.
Contatto con Giove: “C’è stato un contatto con Giove. Conosco Massimo Giove da parecchi anni, per attività non legate al calcio, ma questa volta abbiamo parlato di calcio.”
Incontro: “Un incontro l’abbiamo avuto già settimane fa. Io avevo avvisato Massimo già settimane fa che Mark Campbell non fosse la persona giusta, e mi assumo la responsabilità di quello che dico, perché lui già per due volte ha provato ad acquistare una società di calcio senza riuscirci.”
Problema nella trattativa con Apex: “Il problema nella trattativa è stata la poca disponibilità economica di Campbell.”
Scetticismo della piazza: “A me non importa ciò che dice la gente; dico solo che quando ho comprato l’Obilić Belgrado, siamo arrivati in Champions League, ho costruito uno stadio di 15.000 posti in tre mesi e abbiamo giocato in Coppa UEFA. Ho partecipato nel Dundee e abbiamo giocato a Perugia in Coppa UEFA. Ho comprato il Campobasso, l’ho tenuto per un anno e mi è costato quasi un miliardo. Quindi, come si può vedere, faccio i fatti. Lo scetticismo, normale, è presente in ogni aspetto della nostra vita, su qualunque cosa venga fatta. Però io vado avanti per la mia strada; poi la gente e la storia mi valuteranno.”
Ruolo nel Taranto Calcio: “Io non avrò alcun ruolo nel Taranto Calcio, ci sarà solo il Legacy Trust. Io non conosco nemmeno il fuorigioco, non mi è mai piaciuto il calcio. Però ho i miei figli, che sono più esperti di me. Abbiamo tante idee, però dobbiamo capire che qui non si tratta solo di mettere 2-300 milioni di euro per la stagione. Qui dobbiamo risanare l’SRL, perché altrimenti ci sono situazioni che possono essere molto complicate da risolvere. La società ha debiti, non so se 4 o 5 milioni, che ha investito la famiglia Giove per mantenere questa squadra. Ha investito in questa squadra. L’importante per noi non è solo portare avanti e assicurare il titolo sportivo; dobbiamo pensare al futuro. Perché vanno investiti 4 o 5 milioni, e la famiglia Giove o paga il debito o deve trovare qualcuno che possa pagarlo. È la questione di cui parleremo io e Massimo prima del 5 gennaio, quando ci sará la trasferta di Latina.”
Trust: “A me non interessano tanto i dettagli tattici. Noi abbiamo preso una decisione con il nostro Di Stefano Legacy Trust, che è un trust dove io ho messo tutti i miei beni, tutti i diritti intellettuali delle mie società: casa discografica, cinematografica e studio legale. Ho messo tutta la mia proprietà intellettuale in questo trust, che è gestito dai miei figli, e loro decidono quello che va fatto.”
Futuro: “La prima cosa che vorrei fare è una televisione dedicata al Taranto Calcio. Dobbiamo ricordare che non c’è un titolare della squadra di calcio. La squadra di calcio che porta il nome di Taranto appartiene a Taranto, ai tifosi e ai suoi cittadini. Noi siamo solo custodi della squadra.
Rappresentante: “Questo non lo so ancora. Sto pensando di venire io giù in questi giorni. Volevo venire prima di Natale, però a causa di un film che stiamo girando sulla mia vita con Jim Sheridan, il regista hollywoodiano, ho rimandato. Ricordo che l’Obilić Belgrado era nella stessa situazione del Taranto e poi abbiamo fatto la scalata: abbiamo vinto la Premier League, battuto il Partizan, battuto la Stella Rossa, e siamo andati in Champions League. Ho conosciuto il sistema operativo di queste competizioni, e serve una persona esperta. In questo ho l’esperienza giusta.”
Stadio: “Sono ben informato su questo. Massimo Giove ha il terreno dove noi possiamo costruire anche il nostro piccolo stadio, dove, per esempio, possiamo far giocare la squadra femminile, il settore giovanile e fare allenamento. I soldi già sono stati stanziati, e possiamo avere lo stadio di Taranto fatto dal Comune che ce lo dà in gestione. Possiamo fare un altro stadio per far giocare il settore giovanile e la squadra femminile. Perché il Taranto non deve essere rappresentato solo dalla prima squadra. Noi dobbiamo crescere i giocatori. Quello che voglio fare è portare a Taranto 2-3 giocatori a fine carriera, inserirli per la stagione e almeno facciamo una bella figura. Poi, entro 3-4 anni, provare a fare la Serie B. Però prima dobbiamo sistemare la società, perché se non sistemiamo la società diventa un po’ problematico. “
Contestazione: “In questo momento dobbiamo concentrarci sul portare la squadra a fine stagione, risanare il bilancio della squadra. Io prego tutti di non usare la violenza. Volete contestare me o Massimo Giove? Va bene, però dobbiamo farlo nella maniera giusta. L’articolo 11 della Costituzione italiana recita che l’Italia ripudia la guerra. La violenza non deve esserci per niente. Io odio questo tipo di atteggiamento. L’ho bloccato a Dundee, all’Obilić e l’ho bloccato anche a Campobasso. Nel momento in cui ero presidente di queste squadre, la violenza era al minimo storico. Con la contestazione pacifica non ho problemi: potete dire tutto quello che volete su di me, però no alla violenza. La squadra risente quando c’è questo tipo di contestazione. Che senso ha buttare i sassi all’autobus della squadra? Siamo impazziti?
Settore giovanile: “Il settore giovanile è la cosa più importante assieme alla squadra femminile. Il Manchester United ha cresciuto i suoi giovani sotto Ferguson; ad esempio, Beckham è un prodotto del loro settore giovanile. Se noi dobbiamo far crescere i giovani, dobbiamo farli giocare. Dobbiamo investire quasi più su di loro, perché sono il futuro. Noi non dobbiamo mai dimenticare il futuro del calcio. Anche se io porto giocatori alla fine delle loro carriere, dobbiamo continuare a far crescere i giovani. A Dundee ho portato Kuiper e Ravanelli, che hanno fatto una grande differenza. Quello è il mio obiettivo: portare 2-3 calciatori a fine carriera per dare coraggio a questa squadra che ha preso troppe botte inutilmente. Però dobbiamo continuare a sostenerla anche se perde 10 a 0. L’importante è crederci.”
Altri interessi: “Massimo è costruttore. Io mi interesso di costruzioni: ho costruito 900 appartamenti a Belgrado durante le sanzioni. L’importante, in questo mondo, è chi conosci.”
Prossimi step: “Noi dobbiamo fare un accordo scritto. L’intenzione di accordarci c’è, dobbiamo solo trovare il meccanismo. Come si dice: “Il diavolo è nei dettagli,” e io sono l’avvocato del diavolo. Chi meglio di me può sistemare questi dettagli? Speriamo di poter fare cose belle per il Taranto.”
Messaggio ai tifosi: “Taranto sono 200mila persone, quasi due terzi più del Molise, dove sono nato. Taranto è una città importante. Non dobbiamo perdere questa squadra. Dobbiamo in qualsiasi modo mantenere il titolo e, se ci sono imprenditori che vogliono investire nel calcio, si facciano avanti. Noi siamo disposti ad ascoltarli.Ci dispiace non aver potuto fare abbonamenti a causa della questione stadio. Io so bene che dobbiamo mantenere questa posizione l’anno prossimo finché lo stadio è pronto. Ma dobbiamo sostenere questa squadra, perché anche solo un euro fa la differenza. Questa squadra non fallisce.”














