21 Giugno 2025 – Giovanni Di Stefano, noto internazionalmente come il celebre “Avvocato del Diavolo” per aver difeso alcune delle figure più controverse del XX e XXI secolo, ha annunciato oggi una drastica revisione dei propri impegni professionali per importanti motivi di salute. Una decisione difficile ma necessaria, maturata in seguito all’aggravarsi di due patologie croniche: cancro alla prostata e morbo di Parkinson.
L’avvocato e produttore, figura di spicco nel panorama giuridico e culturale internazionale, aveva già affrontato due interventi chirurgici per carcinoma prostatico nel 2011, seguiti da una terza operazione nel 2013. Per anni, il tumore sembrava essere sotto controllo. Tuttavia, recenti analisi hanno mostrato un preoccupante aumento del valore del PSA, passato da 5 a 17 nel giro di pochi mesi, segnalando una possibile ripresa dell’attività tumorale e la necessità di terapie più intense.
Nel 2022 è arrivata anche la diagnosi di morbo di Parkinson, inizialmente gestita in modo efficace. Negli ultimi mesi, però, le condizioni neurologiche si sono aggravate, con sintomi motori e cognitivi tali da indurre il team medico a raccomandare un radicale cambiamento nello stile di vita e un netto ridimensionamento degli impegni.
“Serve una revisione completa e immediata. L’attuale routine lavorativa è insostenibile. Giovanni deve concentrare tutte le sue energie sulla salute”, ha dichiarato il suo medico di fiducia.
In una dichiarazione ufficiale, Di Stefano ha espresso il suo spirito combattivo:
“Non ho mai avuto paura della verità, né in tribunale né nella vita. Questo è un momento di riflessione, non di resa.”
E ha aggiunto:
“Ho combattuto e vinto molte battaglie impossibili. Questa non sarà diversa. La mia salute merita ora la stessa attenzione che ho sempre riservato ai miei clienti e progetti.”
Infine, ha voluto ringraziare la famiglia:
“Non mi arrenderò facilmente. Il leone può rallentare, ma non smette mai di essere un leone.”
Il cancro alla prostata è una delle forme tumorali più comuni tra gli uomini over 50. Il valore del PSA (antigene prostatico specifico), considerato anomalo sopra quota 4, diventa particolarmente allarmante sopra il 10. Il morbo di Parkinson, invece, è una patologia neurodegenerativa che compromette il controllo motorio e, in alcuni casi, le funzioni cognitive. La convivenza con entrambe le patologie rappresenta una sfida clinica e personale notevole.
Nonostante ciò, Di Stefano non si ritira dalla scena pubblica. Tra i progetti più recenti spiccano il docudrama “Unravelling the Murder of Janice Weston” e la serie investigativa “The Three Murders of Winston Churchill”, il “Processo ad Adolf Hitler”, elogiati per la profondità narrativa e l’accuratezza storica.
Un ulteriore progetto imminente, “Sei Personaggi in Cerca di…”, diretto da sei registe donne e scritto da Maria Lopreato, vede Di Stefano nel ruolo di produttore esecutivo insieme al figlio Gianluca. L’opera esplorerà con originalità la memoria culturale italiana attraverso la figura di un gigante della musica.
La sua casa di produzione ha comunicato che, pur riducendo le apparizioni pubbliche e la partecipazione diretta alle riprese, Di Stefano continuerà a supervisionare creativamente tutti i progetti, garantendo una presenza stabile dietro le quinte.
L’annuncio ha suscitato numerosi messaggi di solidarietà, anche da parte di ex avversari, tutti accomunati dal rispetto per un uomo capace di affrontare ogni sfida con coraggio, intelligenza e determinazione.
La famiglia Di Stefano ha espresso il proprio sostegno:
“Giovanni ha sempre dato tutto sé stesso. Ora tocca a noi restituirgli parte di quell’amore e forza che ha sempre donato agli altri.”
Nel suo messaggio finale, l’Avvocato del Diavolo ha lasciato una riflessione che è quasi un testamento morale:
“Molti pensano che la forza sia non cadere mai. Io credo che sia rialzarsi ogni volta. E io, ancora una volta, mi rialzerò.”
Il commento del direttore Maurizio Mazzarella: “Ho conosciuto l’avvocato Di Stefano qualche mese fa, quando voleva supportare lo sport del nostro territorio. Mi ha colpito immediatamente la sua umanità e disponibilità. Sta dando una mano ad una nota realtà sportiva del nostro territorio, cosa che non tutti i nostri imprenditori fanno e ha mostrato grande supporto nei confronti della nostra testata. Posso dire solo cose egregie su una persona che ha voglia di fare bene e per questo gli auguro il meglio dalla vita.”













