di Vito Di Noi – Il Quotidiano
«Noi vogliamo lo Iacovone»: è questo il coro che si eleva con forza al di fuori dello stadio nell’insolito, e per certi versi, singolare pomeriggio al di fuori della struttura. Il Taranto ha vinto e, agonisticamente parlando, si tratta della notizia più importante, ma quanto accaduto in settimana con il disimpegno di Giove da un lato e la querelle tra il presidente tarantino e il sindaco Melucci dall’altro (a seguito della mancata agibilità dello stadio per il pubblico), aveva nettamente oscurato la preparazione della partita che gli ionici avrebbero dovuto affrontare al cospetto di una delle candidate principali al salto di categoria, il Crotone del sempre più in bilico Zauli. Il clima attorno allo Iacovone, a un’ora dal fischio d’inizio, è surreale e sembra correre su binari paralleli rispetto alla realtà: gruppi di tifosi più o meno consistenti si dirigono verso lo stadio come sarebbe regolarmente avvenuto se, sull’impianto, non vigesse un’ordinanza di inagibilità circoscritta al pubblico. I presenti all’interno della struttura, infatti, sono soltanto addetti ai lavori. All’esterno, però, il tifo è assordante: almeno un migliaio sono quelli radunati in prossimità della Curva Nord che cantano a squarciagola i classici cori da stadio finalizzati a incitare la squadra di Capuano che, sul rettangolo verde, si rende probabilmente protagonista della miglior prova stagionale. È un Taranto che in campo diverte e piace e che risente, in positivo, del calore della sua gente costretta a tifare fuori dallo Iacovone sperando che contro la Turris, in occasione del turno infrasettimanale del prossimo 25 ottobre, la situazione possa essere ben differente. Ma di tanto in tanto si eleva anche qualche coro di contestazione che ha come oggetto della stessa il sindaco della città Rinaldo Melucci: i gruppi organizzati della Curva Nord avevano organizzato, non a caso, una protesta pacifica all’esterno dello stadio lamentando, tra i vari punti esposti nel comunicato, anche «l’assenza» del primo cittadino relativamente ad alcune promesse non mantenute. Cliché, quindi, abbastanza preventivabile alla vigilia, ma situazione rimasta perennemente sotto controllo senza che la stessa sfociasse in scontri o dinamiche simili. Nel piazzale antistante il campo B, invece, è stato installato un maxischermo per volere dell’Amministrazione comunale. «Siamo a disposizione di tutto l’ambiente perché il calcio, a Taranto, è patrimonio comune», si leggeva nel comunicato stampa diramato sabato pomeriggio in cui si annunciava la scelta di venire incontro la tifoseria ionica costretta a rimanere fuori dallo “Iacovone”. L’iniziativa, tuttavia, non ha riscosso alcun successo considerando che, i presenti nei pressi del piazzale, erano davvero pochi e si attestavano attorno a una cinquantina di unità. Segno tangibile che i tifosi del Taranto vogliono assistere alle partite dei rossoblù seduti sui seggiolini dello stadio o sui gradoni dello stesso e non per il tramite di uno schermo. A fine partita, i calciatori del Taranto, ancora prima di rientrare negli spogliatoi, sono andati a ringraziare personalmente i tanti tifosi presenti all’esterno dello stadio. «Vi vogliamo così», il coro maggiormente udito, oltre agli scroscianti applausi verso i calciatori di Capuano. E intanto inizia una settimana chiave sia sul fronte societario, considerando che l’autogestione annunciata da Giove era indetta a partire da oggi, che su quello strutturale visto che riparte l’ennesima corsa contro il tempo per far sì che contro la Turris lo Iacovone possa tornare a ospitare la sua gente.














