di Domenico Ciquera
L’avvocato Grassani, ai microfoni di Studio 100, ha parlato del caso Jallow e dei possibili risvolti sulla vicenda Coppa Italia.
Caso Jallow
«Il 4 ottobre verrà discusso il ricorso contro il mancato tesseramento del calciatore. La sezione Tesseramenti del TFN ha fissato l’udienza e in serata conosceremo l’esito del primo grado di giudizio. Si tratta di un caso complesso, legato al tesseramento per sole 24 ore di un altro giocatore, Desjardinis, che la società riteneva comunitario e che invece era canadese.
Appena accertato l’errore, il contratto è stato immediatamente risolto: Desjardinis non è mai sceso in campo né ha mai svolto attività con il Taranto. Il suo tesseramento, dunque, è stato solo formale e di brevissima durata, senza effetti concreti.
All’epoca il Taranto era appena stato costituito e stava completando la rosa. La fretta e il fatto che il calciatore avesse già giocato in Italia hanno fatto ritenere in buona fede che non occupasse uno slot da extracomunitario. È stata chiesta una deroga alla Federazione, negata, per cui si è scelto di ricorrere al TFN, che si pronuncerà dopo l’udienza del 4 ottobre.»
Brindisi
«Siamo di fronte a un’intossicazione alimentare che ha colpito dieci giocatori del Taranto, otto over e due under. La gara di ritorno di Coppa Italia Eccellenza contro il Brindisi, così com’era stata programmata, non era rispettosa del regolamento visto che il Taranto non avrebbe schierato la sua formazione migliore.
In passato, in casi analoghi, le istituzioni hanno mostrato buon senso. Ricordo il playout Salernitana-Sampdoria del giugno 2025, quando un’intossicazione colpì parte della squadra campana: la Lega Serie B rinviò la gara di due giorni per permettere ai giocatori di recuperare.
Anche noi abbiamo chiesto un rinvio di 2-3 giorni, considerando che i certificati medici parlavano di prognosi da 2 a 4 giorni. Invece la gara è stata confermata. Per questo il Taranto, nel rispetto dei propri calciatori e dello spettacolo sportivo, ha già presentato ricorso al giudice sportivo, depositando la documentazione medica che dimostra la causa di forza maggiore. Ci auguriamo che la partita possa essere ricalendarizzata senza creare conflitti con il turno successivo di ottobre.»
PEC
«Ho ricevuto due PEC e una telefonata dal presidente del Brindisi, che non conosco personalmente ma rispetto. Dal suo atteggiamento ho percepito una chiara indisponibilità ad aderire alla nostra richiesta di rinvio, già inoltrata al Comitato Regionale Puglia.
Se il Brindisi avesse condiviso con noi la richiesta, presentandola congiuntamente, il problema si sarebbe risolto facilmente. Invece, dalle comunicazioni ufficiali e dalla telefonata ricevuta, questa disponibilità non c’è stata, e ciò ha reso inevitabile il nostro ricorso al giudice sportivo.»













