Il nuovo Taranto partirà da alcune riconferme. Leo Guaita è in cima alla lista della società, non solo perché è ancora legato contrattualmente, ma anche le sue qualità umane e tecniche che non ha del tutto dimostrato nella stagione che si sta per andare a concludere. Guaita potrebbe essere il simbolo della rinascita rossoblu, ma tutto dipenderà da lui, perché la fiducia della società già c’è.
Innanzitutto come stai?
“Bene, sono a casa con la mia famiglia, stiamo cercando di sopportare questa quarantena. Dal 4 Maggio si dovrebbe tornare a una situazione più simile alla normalità, e questo mi rende felice, sopratutto per le persone che torneranno a lavorare”.
Pensi che si riprenderà a giocare in Italia?
“Ogni categoria ha interessi diversi. In Serie A credo che si ritorni a giocare. In serie B la classifica è più delineata, quindi ci potrebbero essere diverse soluzioni. Per quanto riguarda la Lega Pro, personalmente non so cosa si inventeranno. In D la stagione credo che si possa ritenere conclusa. Purtroppo oggi non si pensa alla salute, ma ai soldi. Noi abbiamo una voglia pazza di giocare, ma capiamo la situazione e rispettiamo le decisioni che vengono prese. C’è da dire però che non siamo tutelati da nessuno e potremmo perdere tanti mesi di stipendio”.
Come sarebbe giusto procedere in Serie D?
“Al momento qualunque scelta venga presa, ognuno avrebbe da ridire. Quella che farebbe meno male sarebbe una riforma completa dei campionati. Credo che ciò possa rendere meno dolorosa la situazione. Non credo che torneremo a giocare. Le squadre già retrocesse o condannate, non rischierebbero di scendere in campo e tanto meno andrebbero a spendere ulteriori soldi per un’annata già conclusa”.
Secondo una tua opinione, cosa non è andato in questa stagione?
“Parto da lontano, dal ritiro di questa estate. Nell’amichevole persa con il Francavilla, creammo tantissime palle goal ma non riuscimmo a metterla dentro, la cosa ci sembrava normale, visti anche gli innumerevoli carichi di lavoro. La stessa situazione ci è capitata con il Brindisi, i biancoazzurri non superarono la metà campo e alla prima occasione ci fecero male, nonostante le nostre tantissime palle goal create. Sono convinto che se fossimo partiti in una maniera diversa, sarebbe stata un’altra storia. Da quella partita si sono susseguiti una serie di problemi, che ci siamo portati fino ad oggi. Nonostante la prima partita andata male ci siamo rialzati, ma alla prima difficoltà, nel match con il Sorrento, sono riusciti gli scheletri dall’armadio, dopo un match simile a quello con il Brindisi. Poi c’è stata Foggia, in dieci uomini ci fanno goal grazie a uno scivolone di Matute all’ultimo secondo. La domenica seguente vinciamo male in casa con l’Altamura, sebbene avessimo comunque meritato. Fino a quella partita le abbiamo dominate tutte, e chi dice il contrario, non capisce niente di calcio. Era una squadra fortissima, ovviamente ci mancava qualcosa, ma nessuno poteva affermare che non eravamo in grado di vincere il campionato. Anche nel match contro il Bitonto, tra l’altro, dominammo il gioco, fino a quando non prendemmo goal per uno scivolone di Benvenga. Non abbiamo mai preso un punto immeritato, forse l’unico caso si è verificato con il Cerignola, dove all’ultimo ottenemmo un rigore inventato, e pareggiammo la partita, ma poi quello stesso punto guadagnato sul campo, ci è stato tolto, questa è la fotografia della stagione”.
Sei legato al Taranto con un contratto biennale, quindi a meno di scossoni resterai in rossoblù anche la prossima stagione?
“La società mi ha già espresso la sua volontà e dovrei rimanere a Taranto, poi nel calcio può accadere di tutto. Bisogna vedere chi sarà l’allenatore. Voglio rimanere qui per vincere, sarebbe qualcosa di speciale”.
Tuo cugino Hernan lascia il calcio e torna in Argentina, lo hai sentito in questi giorni?
“È un grande dispiacere per me. Ho girato quasi tutto il mondo, ma non ci siamo mai sperati. Quando eravamo insieme in Italia passavamo sempre le feste insieme e non averlo più qui è un grande peccato. Qualche lacrima mi è scesa, ma ora per lui inizia un’altra vita”.
Cosimo Lenti
N.B. Tutti coloro che volessero riprendere le dichiarazioni gentilmente fornite nella presente intervista al nostro giornale multimediale, in parte o nella loro totalità, sono pregati di riportarle fedelmente, inserendo inoltre a corredo il nome dell’autore e della testata giornalistica stessa come fonte.













