RASSEGNA STAMPA DEL 22 GENNAIO 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO
Un caldo pomeriggio di giugno, adagiato fra le colonne doriche, il castello ed un orizzonte marittimo dai cromatismi intriganti. La Coppa avvolta dal tricolore, esposta per le icone di rito, fra i vessilli rossoblu nell’elegante Salone degli Specchi di Palazzo di Città. Gli appassionati della Taranto calcistica in estasi, in attesa del saluto degli eroi. Antonio Guastamacchia è in stampelle, ammira tutto commosso ed animato da un sentimento di rivincita sul Fato. Solo un anatema avrebbe potuto impedirgli di contribuire, con sostanza e geometria in retroguardia, all’ultimo mese, decisivo ai fini della promozione. Tradito dal ginocchio durante un allenamento, alla vigilia della sfida interna col Portici, le cui trame clamorose avrebbero generato qualche apprensione di troppo nell’ambiente ionico. Un intervento chirurgico necessario per la ricostruzione del crociato, la riconoscenza da parte del sodalizio del presidente Giove, quindi la stipula del contratto annuale ed un percorso di riabilitazione avviato nel ritiro estivo di San Giovanni Rotondo. Antonio Guastamacchia è tornato. E’ arruolabile. E’ stato etichettato come “vero acquisto” della sessione di mercato invernale dal direttore sportivo Montervino. E’ pronto a presiedere nel reparto difensivo, suo feudo. “Non è stato semplice. Dopo un’annata del genere, lasciare la squadra a sei partite dalla fine prima in classifica mi ha generato tantissima rabbia- confida il centrale difensivo- Sin da subito ho capito la gravità dell’infortunio al ginocchio, che fosse interessato il legamento crociato. Fortunatamente, i miei compagni mi hanno regalato il traguardo al quale tutti aspiravamo, quindi quella frustrazione si è trasformata in gioia. Ringrazio la dirigenza e lo staff tecnico per avermi offerto la possibilità di restare a Taranto: mentalmente ho lavorato con più tranquillità già nel precampionato”. Guastamacchia sostituirà in lista un collega della “vecchia guardia”, protagonista dell’ascesa di categoria, ovvero Diaby, la cui stagione agonistica si è conclusa prematuramente a causa di un analogo incidente: “Ci siamo passati la staffetta!- sdrammatizza il difensore- Ho cercato di tranquillizzare Abou: io avevo vissuto l’esperienza di vecchi amici vittime dello stesso problema, quindi ero informato già su tempi e metodi di recupero. Diaby è al suo primo infortunio grave, tante cose non le sapeva: gli ho parlato per comprendere il suo stato d’animo, ed offrire suggerimenti per affrontare il delicato momento. I primi tre mesi sono ostici, poi è tutto in discesa”. Il sogno della prima esibizione sul palcoscenico della serie C sta per diventare realtà, per Antonio Guastamacchia: “E’ il mio debutto nel calcio professionistico. Credo che domenica ci siamo per l’esordio!- esclama- Devo solo fare i complimenti alla mia squadra, perché è stata artefice di un girone d’andata interpretato sopra le aspettative: conquistare trenta punti non è mai facile. Ho dialogato costantemente con mister Laterza, l’intesa è profonda: si è informato ogni giorno sulle mie condizioni fisiche e psicologiche. Mi sento bene: ho l’ultimo step da superare, quello della partita. Durante gli allenamenti tutto sembra più gestibile ed equilibrato, ma il duello agonistico è giudice di tutto”. Esorcizzare il “panico post infortunio” ed inaugurare l’attività agonistica nel nuovo anno solare: due prove che coincidono, per Guastamacchia e per il Taranto. “Torniamo a giocare dopo un mese, non è semplice, ma il discorso dei rinvii e dei recuperi stavolta vale per tutte le formazioni del raggruppamento- spiega- Confesso che stiamo lavorando bene, siamo concentrati ed energici. Temo che un calo fisico possa registrarsi a febbraio, mese in cui disputeremo sette incontri ravvicinati”. Omaggia lo stratega Giuseppe Laterza, neofita anche lui nel professionismo: “In qualsiasi altro girone penso che non esista una squadra che abbia fatto bene come la nostra. Questo è frutto del lavoro del mister: io lo chiamo “martello”- sorride- È uno che non molla mai, vuole sempre tutti sul pezzo, sono doti che fanno la differenza: Laterza è bravissimo nel gestire il gruppo, la sinergia è l’arma vincente. E’ accaduto l’anno scorso, si sta ripetendo adesso ed i risultati lo certificano”. Si collocherà in una difesa efficiente ed eclettica, ci sarà da lottare per una maglia da titolare: “Tutti colleghi eccezionali, sinora hanno operato benissimo: voglio dare una mano, finire questa stagione nel migliore dei modi, raggiungere gli obiettivi, mi metto a disposizione. Mi colloco in un reparto che è già collaudato, che ha saputo reinventarsi a fronte delle defezioni: sarà un compito agevolato per me- commenta Guastamacchia- Granata mi ha colpito per la sua cattiveria: nonostante la giovane età, è un ragazzo che, quando è stato chiamato in causa, ha fatto benissimo. Forte, secondo me farà strada. Benassai è un professionista a tutti gli effetti, dentro e fuori dal campo. Lo stesso Zullo vanta esperienza e carriera: a lui ruberei l’intelligenza tattica. Riccardi ha dimestichezza in categoria superiore, si è sacrificato come terzino destro”. Spettatore obbligato sinora, il centrale campano esamina le peculiarità del girone: “La classifica rispecchia i pronostici: il Bari capolista ha investito tanto, vuole salire in cadetteria dopo tre anni. Il Catanzaro si sta rinforzando, per correggere il ritardo in graduatoria. Includerei anche Avellino, Turris: società importanti che non hanno lesinato sforzi economici per allestire organici competitivi. Forse il Monopoli mi ha sorpreso di più, anche se è una realtà che si sta riconfermando alla grande in Lega Pro”. Emozionato, carico, in trincea: Antonio Guastamacchia dona una promessa alla piazza: “Ringrazio tutti i tifosi per gli elogi e per l’attesa, per le belle parole che hanno speso nei miei confronti. Non vedo l’ora di mettere piede in campo: penso che sia il giusto merito dopo la spettacolare annata della promozione, quindi vorrei replicare dedizione, suderò la maglia sino alla fine, in ogni partita- è il suo messaggio- Questa città mi ha lasciato qualcosa, ci sto bene, mi piace l’ambiente, adoro la passione dei tifosi. Mi sento parte integrante, la mia missione è garantire sempre qualcosa in più”.














