di Francesca Raguso
Domenica 23 aprile con Taranto Messina si disputerá l’ultima giornata di questo campionato di serie C. In vista di questa partita abbiamo ascoltato uno degli ex di turno, Michele Cazzarò.
Domenica si sfideranno Taranto e Messina. Da doppio ex, come vedi questa partita? Puoi farci un pronostico?
“Di solito non faccio pronostici, ma questa è proprio una partita vera. Sarà una partita dove entrambe le squadre, per differenti obiettivi, devono per forza vincerla, il punto non basterà a nessuno. Quindi penso che sarà una partita dura per entrambe.”
Domenica una squadra si giocherà i play-off, mentre l’altra la permanenza in serie C. Per chi è più importante questa partita?
“Io penso per entrambe. Il Taranto si gioca questo sogno, mentre il Messina si gioca la vita per poter rimanere in serie C. Sono due obiettivi diversi ma allo stesso tempo entrambi importanti.”
Il campionato è ormai giunto al termine. Cosa ne pensi di come hanno affrontato il campionato entrambe le squadre? Hanno raggiunto, secondo te, gli obiettivi prefissati?
“per quanto riguarda il Taranto, quest’estate tutti parlavano di fare i play-off ma credo che l’obiettivo primario sia stato sempre la salvezza e l’hanno ottenuta con due giornate di anticipo, quindi adesso hanno questa possibilità di centrare anche i play-off. A Messina sono partiti molto male, però poi hanno fatto questo girone di ritorno nel quale hanno fatto tantissimi punti.”
Con le due squadre hai potuto vivere due esperienze diverse, da giocatore e con e da allenatore. In quale ruolo ti sei trovato meglio e quale magari ti si addice di più?
“Son due cose completamente diverse. Io posso dire che entrambe sono piazze importanti, molto passionali e che forse è arrivato il momento in cui entrambe devono tornare nel calcio che conta, che più le compete come blasone.”
Quando eri calciatore, negli anni in cui sei stato a Taranto, hai potuto giocare insieme a Riganò. Che ricordi hai?
“Dopo aver giocato con Riganò e con altri attaccanti fortissimi, posso dire che lui aveva qualcosa in più. Aveva quella cattiveria, aveva la “fame”, ha sempre avuto quel qualcosa in più rispetto agli altri.”
Per quest’ultima partita di campionato ti senti di dire qualcosa ad entrambe le squadre?
“Dico che questa partita si prepara da sola, non c’è neanche bisogno di caricarla, da entrambe le parti ha la sua importanza. Ne ho fatte tante di partite così, quindi capisco benissimo che ci sarà tanta tensione e che ci saranno 90 minuti di passione per entrambe.”
Quest’anno stai affrontando l’esperienza con la Taranto Boys. Come è nata questa decisione e come ti stai trovando?
“Diciamo che è nata perché i presidenti, compreso il direttore tecnico Mimmo Recchia, avevano bisogno di un aiuto e ho accettato. Mi sono trovato benissimo. Con i bambini bisogna avere pazienza, devi essere insegnante, apprendono tantissimo e subito. E bisogna avere molta pazienza più con i genitori che con i bambini.”













