Abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Giuseppe Genchi che, in alcune passate stagioni, è stato un ottimo finalizzatore del Taranto con ben 59 reti in 99 presenze.
Si riparte, sta per iniziare un nuovo campionato di Serie C, quali sono le tue sensazioni sul girone C?
“Sarà un girone diverso da quelli passati. Un girone che riserverà spettacolo, a mio parere ê paragonabile al girone H di Serie D, lo vedo più competitivo rispetto agli altri due. Sarà un campionato entusiasmante; ci sono squadre come Monopoli che si sono molto rinforzate e altre, come il Catanzaro, che puntano a vincere il torneo. Ci saranno sicuramente delle sorprese, sarà un bel campionato.”
Una delle partite della prima giornata è Monopoli Taranto, sei stato ex di entrambe le squadre, che ambiente si respira e quali differenze ci sono fra le piazze?
“Ci sono tantissime differenze, Monopoli è una città molto tranquilla che vive di calcio in maniera spensierata, serena. Taranto invece, città e squadra di categoria superiore, vive il calcio con più adrenalina e aspettativa. Ad oggi probabilmente c’è più aspettativa a Monopoli ma il Taranto è sempre il Taranto, giocare allo Iacovone è sempre complicato. Penso sarà una partita che si giocherà a viso aperto dove non è scontato nessun risultato.”
Qui i tifosi ti hanno amato e acclamato, tanto che sei anche ritornato, come commenti le tue stagioni in rossoblù?
“Le mie prime due stagioni col Taranto sono state l’apice della mia carriera a livello realizzativo. Mi hanno voluto bene e ho fatto tanti gol, ho dato tutto. L’anno del 2019 è stato un po’ strano. Siamo partita male e poi ci siamo ripresi… ci sono stati parecchi alti e bassi; poi c’è stato anche il covid che ha un po’ spezzato le corse di tutti. Le mie annate migliori sono quelle delle stagioni 14-15 e 15-16 dove ho avuto tanto e altrettanto ho dato. Spero di tornare in futuro, almeno per un’amichevole.”
Tornando all’ultima stagione con la maglia del Taranto, cosa non funzionò nel Taranto di mister Ragno?
“A volte con la squadra molto forte se non si inizia bene si fa fatica. Perdemmo la prima in casa contro il Brindisi, c’era tanto entusiasmo e ci sentivamo davvero forti, c’è mancato un po’ di entusiasmo che poi è ritornato quando siamo riusciti a fare un po’ di risultati utili consecutivi. C’era comunque sempre qualcosa che non andava, nemmeno noi riuscivamo a capire cosa fosse, eravamo letteralmente una Ferrari con il motore di una cinquecento… abbastanza inspiegabile per una squadra di quel livello. Quando ci fermammo per il covid, onestamente, tirai un sospiro di sollievo. Quello è stato uno degli anni più bui della mia carriera, ci tenevo a far bene a Taranto per ricambiare tutto l’affetto che mi era stato dimostrato e per riportarlo in Lega Pro. Non aver vinto la serie D a Taranto è uno dei miei più grandi rammarichi.”
Dove vedremo in futuro Peppe Genchi?
“Per il momento sono senza squadra, mi sto allenando molto e sono in attesa. Il calcio è anche questo. Lavoro sodo e aspetto una chiamata dove mi possa sentire bene.”
Davide Malavisi













