Abbiamo intervistato, ai nostri microfoni, Francesco Latartara, doppio ex della gara che si giocherà sabato tra Taranto e Brindisi. Oggi l’ex centrocampista, tarantino doc, dopo aver allenato gli allievi e gli juniores del Taranto, allena i giovani del Real Taras.
Come arrivano a questo derby Taranto e Brindisi?
A livello morale entrambe non arrivano bene. Una squadra viene da due sconfitte, l’altra, invece, ne ha subite di più e tra l’altro molto pesanti. Sulla carta sicuramente i rossoblù hanno qualcosa in più del Brindisi e se tornano a giocare come hanno fatto fino alla gara contro la Turris, cioè con tanta aggressività e buon gioco, penso che possano vincere la partita.
Secondo lei, nonostante le ultime due sconfitte, per il Taranto la stagione fino ad ora può considerarsi comunque positiva?
Secondo me sì, anche se si può sempre fare di più, il Taranto ha una squadra che può e deve lottare per i playoff. Ha giocatori importanti che hanno vinto il campionato lo scorso anno come Cianci che, secondo me, deve essere servito e aiutato in altra maniera, in difesa c’è Antonini che ha dimostrato di essere un giocatore di categoria superiore mentre a centrocampo ci sono Calvano, Zonta e anche Fiorani, un ottimo ragazzo che non sembra under. La squadra c’è, bisogna osare, perché con questa rosa si può fare davvero qualcosa di importante.
Cosa ricordi della sua esperienza al Taranto?
È stata una bella esperienza perché giocare nella propria città, vincere uno scudetto dilettanti e giocare davanti a ventimila persone sono momenti belli. L’unica rabbia è stata la retrocessione dove però sono successe più cose belle che cose brutte.
Lei è anche un ex Brindisi.
Brindisi è stata una delle annate più belle a livello calcistico e umano perché abbiamo vinto il campionato di serie D. C’era una proprietà importante che non ci ha mai fatto mancare niente, una squadra fortissima con un grande allenatore come Boccolini e, come i tarantini, c’era anche una tifoseria eccezionale che incitava la squadra sempre, fino all’ultimo minuto di ogni partita.
Lavora ancora nel mondo del calcio o si occupa di altro?
Ho lavorato come allenatore di seconda a Casale Monferrato, poi ho allenato l’Hellas Taranto in eccellenza e successivamente mi sono dedicato ai ragazzi allenando gli juniores e gli allievi del Taranto vincendo campionati regionali e nazionali. Oggi alleno la Real Taras.
Per chi tiferà sabato?
Tifo per il Taranto perché non solo è la squadra della mia città ma mi ha dato anche la possibilità di diventare calciatore, anche se una parte del mio cuore appartiene anche al Brindisi perché lì ho vissuto una delle mie migliori annate.















