Si è concesso ad un’intervista ai nostri microfoni, il doppio ex di Taranto e Latina, Maurizio Raggi, ex centrocampista che ha vestito la maglia del Latina nella stagione ’83-’84 e la maglia del Taranto nelle annate dall ’89 al ’91.
Nonostante abbia giocato con entrambe le maglie, diversi anni fa, cosa porta dentro delle esperienze vissute con le maglie di Taranto e Latina?
Quando giocai a Latina, ero molto giovane, c’erano delle problematiche a livello societario, ho vissuto un’esperienza abbastanza travagliata proprio per queste ragioni di carattere prettamente extracalcistico.
A Taranto, invece, ho vissuto una parte della mia carriera stupenda. Facemmo l’annata della serie C, da capolista con il record di punti, 48, con la regola dei due punti per la vittoria. Porto dentro la soddisfazione di aver conquistato la serie B, e di aver vinto contro la Juventus e l’Udinese che erano squadre di serie A. La stagione in B, è stata buona e con un pizzico di fortuna in più avremmo potuto anche raggiungere i playoff.
Che differenze ci sono tra il calcio “dei suoi anni” e il calcio di adesso?
Il calcio di adesso è tutto un altro sport rispetto a quello di trenta anni fa, posso definirlo “calcetto su un terreno più grande”. Oggi i difensori, non sono i difensori di un tempo, prima per fare un gol bisognava sudare le famigerate sette camicie, oggi è un calcio diverso, un calcio fatto per lo spettacolo con palloni più leggeri e squadre che devono per forza impostare da dietro.
Ci dia qualche parere sul girone C, di Lega Pro di quest’anno.
Ho seguito qualche partita del girone C, francamente è imparagonabile ai campionati di una volta. Ho visto un abbassamento di livello tecnico notevole, con parecchi passaggi sbagliati e diagonali difensive non fatte. Il calcio moderno è più di quantità che di qualità.
Quale momento ricorda con più emozione, degli anni in cui vestiva la maglia del Taranto?
Porto dentro un bellissimo ricordo di quando rientrai dopo un lungo infortunio, all’ultima di campionato contro la Ternana. Quella stagione feci un girone d’andata ad alti livelli, nel quale segnai un gol contro il Catania all’incrocio dei pali da trenta metri, che ho ancora negli occhi e lo porterò dentro di me per sempre, poi sono stato fermo tutto il girone di ritorno. Quando sono tornato in campo, il pubblico di Taranto si è alzato in piedi e mi ha applaudito, ancora adesso pensando a quei momenti mi rivengono i brividi, un momento di gratificazione che va oltre l’ambito sportivo.
Giampiero Laera














