di Maurizio Corvino
Nella mattinata del 26 aprile 2023 il Presidente della Lega Pro, Matteo Marani, ha tenuto una call conference con le testate giornalistiche che, qualche settimana fa, avevano contattato la sua segreteria per fissare un’intervista. Il Presidente si è “scusato” per non aver risposto prima alle richieste di intervista e ha dichiarato che ha voluto prima capire la nuova realtà e si è detto entusiasta del nuovo incarico, dopodichè ha ascoltato le varie domande e ha risposto ai vari quesiti posti circa il futuro della Lega Pro.
Riforma dei campionati – Una riforma necessita di una proposta complessiva, nel momento in cui si discute come fare una riforma, serve una proposta definita, la riforma va studiata e va realizzata con le altre leghe. Prima di arrivare a dire quante squadre o quanti gironi ci dovranno essere, bisognerà avere chiaro cosa vogliamo dovrà essere la serie C in futuro. Personalmente dovrà essere il serbatoio del calcio italiano, in passato grandi campioni sono usciti da questa categoria, anche campioni del mondo. Per tornare ad essere la fucina dei campioni bisognerà capire quali sono le nostre esigenze ma anche quelle delle leghe superiori. Prima dei numeri quindi serve un’identità chiara di quello che la serie C dovrà tornare ad essere.
Minutaggio come valorizzazione del talento e dei settori giovanili – Con Gianfranco Zola, che conosco da trenta anni e che ho voluto nella mia avventura perchè è uomo di campo, è uomo che viene dalle esperienze della serie C, stiamo valutando l’aspetto del minutaggio. La regola è nata si per dare mutualità ai giovani ma con la finalità dell’avere talento non dell’essere giovane. Perciò per valorizzare il talento bisogna rivalutare i propri settori giovanili, chi investe nei settori giovanili, chi investe in impiantistica per i settori giovanili, se una società investe in tutto questo, noi crediamo che debba essere ripagata.
Possibilità di avere gironi misti – E’ un tema molto sentito specialmente dalle squadre sarde, capiremo e valuteremo non appena avremo il quadro completo della geografia delle partecipanti, pensiamo però che la suddivisione geografica sia la migliore per quanto riguarda il contenimento dei costi per le società che devono affrontare le trasferte. Cercheremo di trovare la migliore soluzione per tutti.
Caos playoff – Domani avremo un consiglio direttivo durante il quale capiremo come muoverci in previsione dei playoff. Ringrazio sinceramente il Consiglio Direttivo della Lega per la grossa mano che mi sta dando, insieme abbiamo iniziato a capire gli scenari prossimi ma prima di uscire con delle notizie ufficiali dovremo aspettare un attimo, è prematuro dare una data ma noi come Lega Pro non potevamo fare altro che recepire quello che in altri ambiti accade, non è nostra responsabilità, aspettiamo e vediamo cosa succede.
Le criticità del pianeta serie C – Ho trovato, si, delle crticità ma anche una grande passione. Dopo anni di studi televisivi ho ritrovato il calore e la passione degli stadi della serie C. La criticità principale che ho riscontrato è quella della sostenibilità dei club, bisognerà lavorare insieme per trovare una soluzione per sostenere finanziariamente i club, statisticamente una proprietà dura in media tre anni e non è possibile che l’imprenditoria si allontani dal mondo calcio dopo così poco tempo, va trovata una soluzione anche a livello politico e ne ho parlato già con il ministro Abodi. Altra criticità è che dobbiamo lavorare sulla qualità del prodotto Serie C, dobbiamo presentarlo con un “appeal” adeguao ai tempi attuali ma, considerate sempre, che noi non siamo un solo campionato ma tre campionati da venti squadre, mandare in campo sessanta squadre ogni week end non è uno scherzo, non è facile e faccio i complimenti a chi permette tutto questo. Un’altra grossa criticità sono gli impianti ma non solo visti come recipiente di spettatori ma proprio come terreni di gioco, dobbiamo fare in modo che ci siano rettangoli verdi adguati allo spettacolo che dobbiamo fornire.
Squadre Next Gen – Sono sempre stato favorevole all’inserimento delle seconde squadre e il modello Juventus, oggi, sembra dare anche i suoi frutti con il debutto in serie A di calciatori cresciuti e e formati nell’Under23. In Spagna Real Madrid e Barcellona hanno avuto benefici negli anni con le seconde squadre. Saranno importanti due punti fondamentali, uno è quale modello seguire, per fare due esempi c’è quello tedesco dove le seconde squadre non possono essere promosse oppure il modello francese dove invece restano confinate nei campionati dilettanti ma il punto più importante è come inserire le next gen nel format visto che abbiamo già sessanta squadre e il format lo cambia solo il Consiglio di Lega. Ad oggi, come sapete, il criterio è l’alternanza, nei ripescaggi, con le società di serie D.
Serie C e tecnologia – Sul tavolo del consiglio direttivo domani valuteremo l’introduzione del Var nei playout. Ci sono però delle probematiche per quanto riguarda l’introduzione della tecnologia Var, intanto occorre che ogni arbitro abbia un patentino di arbitro Var, poi c’è un tema di costi che è elevata già solo per le dodici partite di playout e infine molti impianti non hanno la possibilità di installare la telecamera sedici metri indispensabile al Var. Noi abbiamo il triplo delle partite della serie A e della serie B e forse solo la serie A potrebbe, economicamente, sostenere le spese Var per un intero campionato di serie C. Siamo riusciuti a utilizzare il Var durante le finali di coppa Italia ed è anche servito ma purtroppo dobbiamo fare delle scelte, abbiamo trenta partite ogni weekend, 1100 partite all’anno e non vi dico il costo di un singolo Var altrimenti abbandonereste subito anche l’idea.
Classe arbitrale – Qui nel mio ufficio ho solo una maglia, è quella degli arbitri. Io sto dalla parte degli arbitri, le sezioni arbitrali oggi vivono in grossa difficoltà, non ci sono giovani che vi si avvicinano, in fondo perchè un ragazzo dovrebbe fare l’arbitro? Prendono dei rimborsi bassissimi e spesso rischiano anche di prender botte. La serie C però è la palestra dei giovani arbitri, Collina diceva che è in serie C che si diventa arbitri, con le pressioni, con gli errori. Gli arbitri sbagliano, non hanno alternativa e non mi preoccupa, a loro ho solo chiesto di non sbagliare gli atteggiamenti, i comportamenti, l’etica. Poi mi possono chiamare presidenti infuriati ma io starò sempre dalla loro parte perchè senza arbitri non si può giocare.














