In un periodo particolare, complice il punto di penalizzazione, il Taranto scende in campo con uno spirito poco battagliero, che consente al Gravina di affondare i rossoblu al loro destino, in attesa del recupero del match con il Picerno di mercoledì 6, che i lucani affronteranno proprio contro i gialloblu. Di seguito analizziamo la partita degli ionici, reparto per reparto:
PORTIERE: Ancora una volta miracoloso, il portiere dei rossoblu Antonino, che si oppone nei primi minuti in due circostanze agli attaccanti avversari, impedendo al Gravina di passare subito in vantaggio. Nulla può sui due goal dei padroni di casa, causa una gestione difensiva poco ottimale e priva di concentrazione.
DIFESA: Traballa molto, stranamente, la difesa rossoblu. Bova e Di Bari in grande difficoltà, non riescono a prendere le misure al reparto offensivo gravinese, che concretizza le occasioni utili e fa male al Taranto, costretto a subire. Partita complicata e opaca per Pelliccia, che fatica molto sulla fascia e concede a Santoro tanto spazio nell’occasione del secondo goal. Come sempre, buona la prestazione di Ferrara, che però sporca la sua giornata, con un’espulsione evitabile, frutto di ingenuità e poca esperienza in situazioni complesse e delicate.
CENTROCAMPO: Presente praticamente poco più di un tempo e sviscerato a gara in corso per esigenze tattiche. Partono titolare Manzo e Bonavolontà, che in qualche modo cercano di contenere ed impostare per quanto possibile, provando ad imbrigliare i padroni di casa con la loro manovra di gioco. Il Taranto riesce dopo un po’ a prendere in mano il gioco chiudendo il Gravina nella propria metà campo ma questo non basta. Unica nota positiva, la prestazione di Bonavolontà, che ancora una volta conferma le aspettative e le qualità a suo favore.
TREQUARTI: Male Di Senso, impacciato e in grande difficoltà per tutto il match, apparentemente in difficoltà e mai pericoloso per tutta la durata del match. Poco incisivo anche Stefano D’Agostino, che va poche volte al tiro e non riesce praticamente mai ad impensierire il portiere avversario. Discreto il primo tempo di Esposito, che prova in qualche modo a sgusciare pericolosamente tra le linee difensive gravinesi, per finire poi nel dimenticatoio dei compagni nella ripresa. Buono l’ingresso di Oggiano che come sempre mette in difficoltà gli avversari con la sua velocità e il suo estro. Male, invece, quello di Salatino, che si lascia andare ad un’ingenuità colossale facendosi espellere e lasciando la squadra in 10 sul punteggio di 2-0.
ATTACCO: Molto caotica la prestazione di Ciro Favetta, che non riesce a fare il solito lavoro di sponda e di protezione palla, suo punto di forza e di grande aiuto alla squadra. Bene Croce, che subentra a Bova nel primo tempo e si rende pericoloso colpendo anche una traversa che avrebbe potuto riportare il Taranto sulla strada giusta, ma la buona sorte non è dalla parte dei rossoblu. Non entra bene in partita, Roberti, che prova solo con un tiro a fare male al Gravina non traendo gli effetti sperati.
ALLENATORE: Sbaglia l’approccio al match, schierando una squadra che non trova la giusta quadratura e provando a cambiare sin da subito, senza però risolvere la partita e peggiorando anche la situazione. Rimuove completamente il centrocampo, mettendo dentro addirittura 7 attaccanti tutti insieme. Non riesce, come suo solito, ad indovinare i cambi, ma la squadra comunque appare in difficoltà e forse con la sconfitta di domenica si segna definitivamente il triste destino del Taranto anche in questa stagione.
Simone Pulpito














