PORTIERE: Salva in due occasioni il risultato, che permettono al portiere dei rossoblu, ormai titolare inamovibile, Vittorio Antonino, di tornare a casa con l’ennesima porta imbattuta della stagione. Poco impegnato dal Savoia, si fa trovare pronto quando gli oplontini si rendono pericolosi.
DIFESA: Si parte con l’ormai fisso quartetto composto da Pelliccia, Bova, Di Bari e Ferrara. Al 30′, Panarelli però è costretto ad effettuare una doppia sostituzione, a causa di un problema muscolare ai danni di Vito Di Bari. Dentro Carullo, con Ferrara adattato a centrale di difesa. Ottime le prestazioni dei due esterni, che concedono poco agli avversari, in particolare nella seconda frazione di gioco. Sempre attento e sempre più nella migliore condizione fisica, Dario Bova che, da qualche settimana a questa parte, è diventato un punto fisso del pacchetto difensivo di mister Panarelli. Da segnalare, inoltre, l’ennesima prestazione gigantesca di Antonio Ferrara, un classe ’99 che ormai rende a tutti gli effetti da over. Un ragazzo di grande prospettiva, che sicuramente vedremo in palcoscenici superiori nei prossimi anni.
CENTROCAMPO: Dal primo minuto scendono in campo in mediana Marsili e Bonavolontà. Parte meglio il classe ’00, che però è costretto a lasciare il campo a causa del doppio cambio forzato per l’infortunio di Di Bari. Al suo posto, al fianco del capitano rossoblu, ci va Emiliano Massimo. Marsili cresce con il passare dei minuti, anche se non appare nella migliore condizione fisica da quando è in riva allo ionio. Gara perfetta, invece, quella di Massimo che, come ci ha già dimostrato da un po’ di tempo, è una pedina fondamentale nello scacchiere di Panarelli, poichè capace di effettuare alla grande sia la fase difensiva che quella offensiva.
TREQUARTI: Confermati D’Agostino ed Esposito, il ruolo di terzo d’attacco contro il Savoia viene affidato a Sebastian Di Senso. Quest’ultimo è sicuramente il più pericoloso in fase offensiva del Taranto, ma allo stesso tempo il più impacciato e in grande difficoltà. Nella ripresa ha fra i piedi due occasioni ghiottissime, che spreca malamente e che gli costano la sostituzione. Partita difficile quella di Stefano D’Agostino, che viene sempre raddoppiato dagli avversari, trovando poco spazio per rendersi pericoloso. Nel complesso fa di tutto per aiutare i compagni in fase di recupero e di impostazione. Immensa, invece, la prova di Vittorio Esposito, forse la migliore da quando veste la maglia rossoblu. Partita perfetta, di sacrificio e dedizione, condita da tante proposizioni offensive. In tutto ciò, manca solo il goal. Decisivo, l’ingresso in campo di Fabio Oggiano, che cambia il match mettendo in seria difficoltà la difesa del Savoia e fornendo un tiro che si tramuta in assist per il goal vincente realizzato da Croce.
ATTACCO: Si rivede Favetta dal primo minuto, dopo il problema muscolare che lo aveva tenuto fuori per un paio di match. Solito lavoro di sacrificio, grande aiuto alla squadra con sponde e protezione di palla eccellente. Non ha, però, nessuna occasione tra i suoi piedi fino al momento della sua sostituzione. Nella ripresa in campo Roberti e Croce, con quest’ultimo che allo scadere, forse in posizione irregolare, da vero attaccante punta la profondità e raccoglie un tiro debole di Oggiano, spiazzando il portiere del Savoia e portando i rossoblu in vantaggio.
PANARELLI: Concede troppo gioco al Savoia nel primo tempo, optando per il soltio 4-2-3-1, con il quale Favetta si trova isolato in molte occasioni nella trequarti avversaria. Nella ripresa, con gli oplontini in inferiorità numerica, Panarelli si assume qualche rischio in più, buttando nella mischia due prime punte di ruolo, con caratteristiche differenti. Inoltre, giusto anche l’inserimento di Oggiano. Il mister dunque vince l’ennesima partita grazie alle sue intuizioni, confermando la sua capacità di leggere i match e di saper cambiare in corsa sempre al momento giusto e con le persone giuste.
Simone Pulpito













