Donato Terrevoli nasce a Bari il 14 Gennaio 1969, nella sua carriera annovera ben 51 gare in Serie B con le maglie di Barletta e Andria. Dal ’92 al ’94 veste la maglia biancazzurra e diventa un giocatore molto amato dalla tifoseria, tanto da decidere di terminare la sua carriera nella “città dei tre campanili”. A Taranto nella stagione 2000/2001 conquista la promozione in C1 grazie ad una cavalcata trionfale che permette ai rossoblu di terminare il campionato al primo posto.
Una sola stagione nel Taranto ma ricca di emozioni, che le ha permesso di lasciare un ottimo ricordo in riva allo Ionio. Cosa ricorda di quell’anno?
Un campionato vinto non può che essere qualcosa di stupendo. Di quell’anno ho tantissimi buoni ricordi a partire dal pubblico che ci trascinò alla vittoria, sembrava di giocare sempre con un uomo in più e noto con piacere che ciò non è cambiato. Avevamo una società forte che non ci ha fatto mancare nulla e lo spogliatoio era unito e compatto.
Proprio a proposito dello spogliatoio: ha ancora contatti con i suoi compagni di Taranto o con qualche componente della società?
Purtroppo ho perso i contatti con tutti tranne che con Aldo Monza, con il quale ogni tanto mi sento tramite Instagram. Mi dispiace molto perchè quell’anno tutta la rosa instaurò un rapporto di vera amicizia ed il gruppo fece la differenza per la vittoria del campionato.
Attualmente segue il Taranto?
Da quando sono andato via non ho mai smesso di seguire il Taranto, come ho detto prima è una piazza che mi è rimasta nel cuore e ci tengo tantissimo. Spero che salga di categoria al più presto perchè ha una tifoseria che ogni anno dimostra di non appartenere al dilettantismo.
Che impressioni ha sulla squadra attuale e ha un giocatore preferito?
Inizialmente sembrava mancasse qualcosina ed i risultati erano leggermente sotto le aspettative. Ora, però, si sta dimostrando una squadra fortissima conquistando una vittoria dopo l’altra. Il giocatore che colpisce di più è ovviamente quello che segna di più, ma al di là dei gol D’Agostino fornisce delle prestazioni di categoria superiore. Mi piace molto anche Favetta che, anche se segna un po’ meno, dà un apporto fondamentale alla manovra della squadra.
Domenica il Taranto sarà impegnato al “Degli Ulivi” e proprio Andria rappresenta una tappa molto importante nella sua carriera. Nella prima esperienza colleziona 41 presenze nella cadetteria e nel 2005/06 decide di terminare la sua carriera proprio con la maglia biancazzurra.
Anche ad Andria ho trascorso degli anni bellissimi. E’ una piazza che mi ha permesso di giocare con continuità in Serie B, con un tifo molto caloroso. Nella prima parentesi conquistammo una salvezza molto importante e combattuta, nel secondo anno addirittura arrivammo sesti sorprendendo un po’ tutti. A fine carriera decisi di accettare la proposta di tornare lì, in C2, sempre con l’obiettivo di salvarci che centrammo senza grossi problemi. I tifosi erano molto vicini alla squadra e di conseguenza anche a me, quindi penso di aver lasciato un bel ricordo anche ad Andria.
Qual è il suo pronostico per il match di domenica tra le sue due ex squadre?
Spero che il Taranto possa spuntarla, anche se quello di Andria è un campo difficilissimo. Il Taranto per la classifica che ha non andrà al “Degli Ulivi” per accontentarsi di un pareggio, ma a mio parere se dovesse arrivare questo risultato non sarebbe una tragedia perchè l’Andria è una squadra molto insidiosa.
Gabriele Campa













