Un inizio di campionato difficile, sicuramente non come tutti ci aspettavamo. Il Taranto viene beffato dal Brindisi allo scadere, ritardando così l’inizio del cammino verso quello che è l’obiettivo stagionale, quello della vittoria del campionato.
Questa la nostra analisi del match di domenica reparto per reparto:
PORTIERE: Giappone dopo un tiro dalla distanza di Ancora all’inizio del match, può tranquillamente “raccogliere i fiori” nella sua area piccola, dato che il Brindisi non arriva mai ad impegnare il portiere rossoblu. Alla prima occasione giusta però, gli ospiti bucano il portiere del Taranto, che non ha tutte le colpe sul goal, ma forse una sua uscita avrebbe potuto evitare il vantaggio brindisino.
DIFESA: I terzini reggono il reparto difensivo per tutto il match, con Ferrara che è come sempre uno dei migliori e De Caro che contiene molto bene l’ex Cristiano Ancora, mai incisivo e pericoloso. Non convince a pieno, invece, la coppia di centrali, con Luigi Manzo che risulta molto duro cui duelli aerei, facendo tutte sue le palle alte, ma allo stesso tempo troppo frettoloso nella gestione del pallone. Lo stesso vale per Jimmy Allegrini, che al contrario del compagno di reparto, però, va in difficoltà più volte sugli attacchi del Brindisi, uscendo spesso a vuoto e lasciando buchi al centro della difesa.
CENTROCAMPO: Bene la mediana, con Matute e Marino che si completano a vicenda, con il senegalese che recupera tantissime palle e fa ripartire spesso i rossoblu in velocità ed il giovane scuola Napoli, che è molto bravo ad impostare e a gestire il pallone in mezzo al campo. Buono l’ingresso di Cuccurullo che prima viene posizionato in mediana, poi viene spostato sulla fascia sinistra al posto di Ferrara. Non bene, invece, Masi, che sul goal del Brindisi ha qualche colpa sulla marcatura. Come Masi gli esterni di centrocampo, in particolare Guaita che non è mai pericoloso sulla fascia destra, al contrario di ogni aspettativa. Un po’ meglio, invece, Oggiano prima, e D’Agostino poi, con quest’ultimo che prova a dare una scossa ai suoi con le sue giocate.
ATTACCO: È sicuramente il reparto più in difficoltà, quello dove si fatica di più. Sia Genchi che Favetta hanno problemi a rendersi incisivi nel primo tempo con il solo Genchi che ci prova dal limite dell’area nell’unica azione della prima frazione di gioco. Male Favetta per tutto il match, ma è sulla testa di Genchi che capita l’occasione più clamorosa del match. Un colpo di testa a porta praticamente vuota, per portare gli ionici in vantaggio, viene sprecato dal bomber del Taranto. In seguito avrà un’altra occasione, più difficile, ma sempre molto ghiotta.
Simone Pulpito
















