Un finale di campionato amaro per il Taranto che, nell’ultima giornata di un torneo che ha visto i rossoblu ancora una volta non vincenti, perde sciaguratamente a Sorrento, con i padroni di casa già salvi e privi di ogni motivazione. Questa la nostra analisi reparto per reparto:
PORTIERE: Non è sicuramente la sua giornata fortunata, nonostante sia incolpevole sul primo goal rossonero, può fare di meglio sul raddoppio. Questo comunque non intacca del tutto l’ennesima buona prestazione del portiere del Taranto che effettua parecchie parate che permettono al Taranto di rimanere in vita.
DIFESA: Sin da subito, il reparto difensivo del Taranto risulta in grande difficoltà contro gli attacchi del Sorrento, che dopo soli 10′ perviene al goal del vantaggio grazie ad un rigore concesso ingenuamente per fallo di mano di Menna. Sulla destra molto lento Guadagno, che non riesce a fornire la spinta necessaria a creare gli spazi per il compagno di corsia Oggiano. Lanzolla prova spesso ad uscire palla al piede ma altrettante volte, sbaglia passaggi molto semplici. Infine, Ferrara non è certamente quello che conosciamo, poichè anche lui non è al meglio della condizione e gioca una brutta partita condizionata forse dal caos generale di squadra.
CENTROCAMPO: È certamente il reparto più in difficoltà, con due prestazioni completamente opposte degli interpreti utilizzati da Panarelli. Massimo gioca una buona partita, tanti spunti e molta grinta, nonchè dimostrazione della volontà di fare bene e di aiutare la squadra a risollevarsi. Tutto il contrario per Stefano Manzo che, al rientro in campo, gioca una delle prestazioni peggiori con la maglia rossoblu. Molto impacciato, imposta male e lentamente, concedendo al Sorrento di posizionarsi sempre prima del Taranto e di aggredire subito quando aveva la palla al piede. Nella ripresa buono l’ingresso di Bonavolontà, sempre pronto e preparato in qualsiasi occasione.
TREQUARTI: Poca la spinta degli esterni, molto caotici quando toccano palla e praticamente invisibili in campo per tutto il resto del match. Oggiano sbaglia tanto, Salatino un po’ meno, ma le due prove non sono affatto soddisfacenti per il livello tecnico dei due. Lo stesso si può dire di Stefano D’Agostino che nonostante una brutta prestazione, trova il suo 19esimo goal direttamente da calcio di punizione, una mattonella a lui molto gradita che in questa stagione, però, non è riuscito a sfruttare molto.
ATTACCO: Anche Favetta al rientro dopo i fatti di Picerno, non è al meglio della condizione fisica e psicologica, prova comunque ad impegnarsi e sfiora la rete all’inizio del match e nei minuti di recupero, ma è bravo il portiere avversario a negargli la gioia del goal. Anonimo l’ingresso in campo di Roberti, che tocca pochissimi palloni e non si rende quasi mai pericoloso.
ALLENATORE: Forse già con la testa ai play-off e poco con quella al Sorrento, o almeno si spera sia stato così. Perchè un Taranto così brutto non lo si era mai visto in tutta la stagione, neanche nelle precedenti due sconfitte di Gravina e Francavilla. Squadra dall’atteggiamento arrendevole e passivo, che concede agli avversari il pallino del gioco e subisce fino agli ultimi minuti della partita. Sicuramente non è colpa solo del mister, ma il lavoro per preparare al meglio il match contro il Bitonto va fatto al meglio.
Simone Pulpito













