Finale di stagione da brividi con colpo di scena. Purtroppo non si tratta di una serie TV horror ma dell’ultima partita di regular season disputata da uno svogliato Taranto in quel di Sorrento. La sconfitta, ininfluente per la classifica ma non per la graduatoria ripescaggi, è un campanello d’allarme non tanto per il risultato in sè ma per il modo in cui è maturata. Riprendendo le parole di Panarelli “è impossibile parlare di calcio” in quanto i rossoblu sono stati assenti ingiustificati per ottantacinque minuti di gioco.
Il rigore ad inizio match ha messo in salita la partita degli ionici che hanno la colpa di non aver saputo reagire. La prestazione è stata scadente soprattutto dal punto di vista del fraseggio sempre spezzettato a causa degli innumerevoli errori in fase d’impostazione, segnale lampante di una carenza di concentrazione.
Il raddoppio rossonero, arrivato a causa di una respinta corta di Antonino ma soprattutto della mancata chiusura di Ferrara, ha tagliato inevitabilmente le gambe dei rossoblu che non hanno mai dato l’impressione di poter rimontare. A dare la scossa, piuttosto tardiva, è stato il goleador e capitano di giornata Stefano D’Agostino con una perla delle sue direttamente su calcio di punizione a due minuti dallo scadere. Una conclusione indirizzata millimetricamente sotto il sette che ha disegnato una traiettoria imparabile per il portiere Stinga, subentrato da poco.
Sarà proprio l’estremo difensore campano a rendersi protagonista nel finale con tre prodigiose parate su Oggiano, Bonavolontà e Favetta nella sfuriata rossoblu dei minuti di recupero. La sconfitta arriva senza dubbio per la totale mancanza di stimoli di una squadra che ha disputato un ottimo campionato, condito da troppe vicissitudini spesso non attinenti al calcio giocato e che una volta acquisita la matematicità di non poter raggiungere la seconda posizione non ha avuto più nulla da chiedere al campionato.
Dispiace chiudere in questo modo la stagione regolare prima dell’importante spareggio contro il Bitonto, ma questa squadra ha dimostrato di avere le qualità per potersi rimettere in carreggiata nelle partite che contano.
Gabriele Campa













