Continua il campionato fatto di alti e bassi dei rossoblu, questa volta con una brutta prestazione in quel di Santa Maria Capua Vetere, contro il Gladiator. Il Taranto tira poco in porta, gioca abbastanza male e per un soffio non perde anche la partita nei minuti finali, quando è il palo a salvare il risultato. Questa la nostra analisi del match reparto per reparto:
DIFESA: tiene abbastanza bene, anche perché gli attaccanti del Gladiator non riescono comunque a mettere in difficoltà la retroguardia rossoblu. Positive le prestazioni di Ferrara e Marino, entrambi sempre molto attenti e propositivi, ma Ferrara si lascia andare ad un’ingenuità che gli costa il giallo e la squalifica per la partita casalinga contro la Gelbison. Pelliccia gioca una partita abbastanza anonima e Manzo si lascia andare a qualche errore sui controlli che rischiano di poter mettere in difficoltà Sposito, che non vede mai arrivare tiri da parte dei nerazzurri, tranne nel finale, quando è il palo a salvare l’estremo difensore rossoblu.
CENTROCAMPO: la mancanza di Stefano Manzo e Marco Cuccurullo si fa sentire, perché Matute e Van Ransbeeck non riescono a dare quella grinta e qualità necessaria per mandare gli attaccanti in goal. Il belga ha l’opportunità di fare goal su punizione e per poco non ci riesce. Nella ripresa spazio anche per Masi e Cuccurullo. Sulle fasce, partite discrete di Oggiano e Guaita che sbagliano entrambi molto. Oggiano ci prova da fuori area con un tiro al volo che non entra in porta solo per un miracolo del portiere avversario.
ATTACCO: la coppia Goretta-Olcese non convince e soprattutto non ferisce. Il primo dei due è sicuramente molto più propositivo, si impegna e cerca di far salire la squadra portando palla e facendo a sportellate con i difensori avversari. Olcese, invece, gioca l’ennesima brutta prestazione, totalmente negativa. Nella ripresa spazio a Genchi che sfiora il goal ma sbaglia a due passi dalla porta.
Simone Pulpito













