Si chiudono, forse, con un pareggio, le speranze di poter riagganciare la vetta della classifica per il Taranto, che raccogliendo un misero punto contro uno spento e brutto Casarano, si autoesclude dalla corsa per la vittoria del campionato con uno. Questa la nostra analisi reparto per reparto:
DIFESA: certamente è il reparto che gira meglio da qualche settimana a questa parte, da tre partite con la porta inviolata, anche contro il Casarano non rischia nulla e regge bene per tutto il match. Bene i centrali Manzo e Benvenga, perfetto come sempre Ferrara, schierato per buona parte della partita come terzo centrale di difesa. Nella ripresa spazio a Pelliccia che si posiziona nel suo solito ruolo di terzino destro.
CENTROCAMPO: con la squalifica di Manzo, è il momento di Kelvin Matute che torna titolare dopo molte settimane, al fianco dell’insostituibile Marco Cuccurullo. Offrono entrambi delle buone prestazioni, gestendo per tutta la durata del match il pallino del gioco, sfruttando anche le difficoltà di un Casarano poco reattivo e soprattutto senza molte idee. La prestazione di Marino da esterno di centrocampo è anche abbastanza positiva.
ATTACCO: se i goal non arrivano, non sarà sempre la sfortuna la causa, anche perché di tiri in porta il Taranto ne fa davvero pochi. L’unico che prova a creare gioco ed occasioni è il solito Peppe Genchi, poco aiutato da un D’Agostino sottotono, che agisce da esterno sinistro in un attacco a 3, ruolo che non lo aiuta molto per le sue caratteristiche. Buona la prestazione di Guaita, sempre pimpante e pronto alla giocata. Olcese delude e si divora un goal praticamente fatto, sparando alto sopra la traversa a due passi dalla porta nel primo tempo, per poi riprovarci nella ripresa da fuori area senza però trovare la via del goal. Queste le uniche due occasioni create dall’attaccante rossoblu, a dire il vero un po’ poche, per uno che in carriera ha fatto tanti goal e che ancora non ha dimostrato le sue qualità alla piazza.
Simone Pulpito













