RASSEGNA STAMPA DEL 10 GENNAIO 2023 – TARANTO BUONA SERA
Di Alessandra Carpino
L’idea del pragmatismo annientata dall’episodio infausto. Il Taranto inaugura il calendario agonistico del nuovo anno solare cadendo di misura in casa della capolista Catanzaro, nonostante un’organizzazione difensiva coriacea e logica che, probabilmente e secondo i piani stessi di Ezio Capuano, avrebbe potuto garantire un prodotto positivo finale. Situazione compromessa immediatamente, però: complice un calcio di rigore, assegnato tra enigmi e proteste, alla formazione calabrese allenata da Vincenzo Vivarini a soli cinque giri di lancette e realizzato in maniera perentoria dallo specialista Pietro Iemmello. Dopo l’importante sequenza di cinque risultati utili consecutivi, il Taranto arresta il suo percorso: l’ultima sconfitta era coincisa con la pesante quaterna incassata ad Avellino, il 27 novembre scorso. Al cospetto dell’unica squadra professionistica rimasta imbattuta in Italia, dopo la prima sconfitta del Napoli a San Siro contro l’Inter alla ripresa del campionato di serie A, successivo agli inediti Mondiali in Qatar, il Taranto non si era presentato remissivo. Sottilmente e consapevolmente rinunciatario forse, compresso nella propria metà campo ad arginare le iniziative della compagine giallorossa, promotrice di un dialogo palla a terra mnemonico e di una pressione costante sul baricentro alto. Con Labriola squalificato e Diaby assente perché monitorato nel suo recupero dall’infortunio muscolare, la linea nevralgica disegnata da Capuano nel suo rituale schema tattico 3-5-2 consta delle geometrie e della densità elargite da Provenzano in cabina di regia, con interni Antonio Romano e Mazza, rispettivamente affiancati da Mastromonaco sulla corsia destra e da Ferrara sull’opposta fascia mancina. Manetta si accomoda in panchina e rifiata sostituito dall’eclettico Formiconi sulla sinistra della difesa, completata dalla visione talentuosa del rientrante Antonini e dall’under Evangelisti inamovibile sul versante destro. In attacco si riappropria della casacca titolare Guida, ad ispirazione della punta strutturata Tommasini. Le primissime battute del match individuano una sorta di copione monotematico, un monologo dei sincronismi e della sinergia delle “aquile” calabresi, avvezze alla manovra intraprendente, in contrasto con un Taranto votato al contenimento ed alla gestione. Ed i dettagli sembrano destinati ad influire subito sull’evoluzione della gara stessa, quando Katseris prova l’affondo e confeziona un cross dalla destra, intercettato in modo superficiale da Mastromonaco al 4’: Vannucchi si allunga a respingere la sfera ed è inevitabile il contatto con Biasci pronto ad impadronirsene in girata, quasi spalle alla porta. Un atterramento anomalo e molto dubbioso, in merito al quale l’arbitro Giaccaglia della sezione di Jesi concede con estrema sicurezza il penalty ai padroni di casa: sul dischetto si coordina Iemmello, il quale spiazza Vannucchi con un destro chirurgico e potente per il vantaggio del Catanzaro al 5’. Polemiche giustificabili nel dopo gara da parte del sodalizio ionico: “E’ evidente che sia una cosa scandalosa- ha tuonato il consulente Vittorio Galigani- Il Catanzaro è squadra talmente forte ed attrezzata da non avere alcuna necessità di essere aiutata dagli arbitri. Rigore inesistente, basta guardare il filmato”. “Dall’inizio del campionato assistiamo a decisioni che rovinano le partite: non parlo solo per il Taranto, ma per tutti- ha rincarato- L’arbitro Giaccaglia è stato capace di scontentare entrambe le squadre: il Catanzaro avrebbe potuto vincere lo stesso per la forza tecnica e la sua struttura, ma non meritiamo di perdere una partita di spessore per un errore tremendo”. “Ho rivisto l’azione: il nostro portiere Vannucchi va sulla palla, non sull’uomo- ha specificato- Stravolgere una partita dopo pochi minuti non è corretto: mi appello alla sportività di tutti. Mi assumo la responsabilità circa l’incapacità del designatore: non si possono inviare in giro certi arbitri, perché le società compiono sacrifici enormi per gestire questi campionati onerosi. Sono amico di Floriano Noto e conosco le forze profuse in questi anni per allestire una squadra così competitiva, con un primato in classifica. La società del Catanzaro è stata di un’ospitalità squisita ed il pubblico molto sportivo, ma mi lamento della partita rovinata da un incapace, su un’azione naturale. E’ l’appello che rivolgo al responsabile della Can C Maurizio Ciampi”. A fare eco è stato anche Ezio Capuano, allenatore dei rossoblu: “Rigore inesistente, inventato. Nel contrasto fotografato è Biasci che colpisce la testa di Vannucchi. Subiamo anche stavolta”. Non diventa preda del panico il Taranto, nonostante le avversità: persevera nell’interpretazione di un metodo attendista, moltiplica le marcature rimpinguando la propria area, non disdegna di concedersi lanci lunghi pur di impedire alla formazione calabrese di sfruttare i varchi. Il Catanzaro costruisce ma non finalizza, la difesa ionica è ostica da scardinare, ogni iniziativa di inserimento è intercettata dal singolo che spesso trasforma il suo corpo in uno scudo: “Siamo rimasti sempre in partita, non modificando i nostri principi ed i nostri segmenti tattici. Non ci siamo destabilizzati psicologicamente, avremmo potuto rischiare un’imbarcata: sono contento della prestazione- ha analizzato mister Capuano- Perdere però in questo modo, contro la capolista alla quale ho rivolto i miei complimenti e che non ha bisogno di favoritismi, mi dà fastidio: Vannucchi non ha effettuato una parata”. “Contro il Catanzaro bisogna produrre densità corta, per non concedere l’ampiezza ai due “braccetti” che si sovrappongono costantemente- ha spiegato il trainer ionico- Iemmello è un giocatore fenomenale, non dà punti di riferimento e si stacca sempre in diagonale: se non è raddoppiato col centrale davanti alla difesa, quello che definisco “la memoria”, lui ti scopre la linea e s’inserisce. La partita era stata preparata in maniera adeguata e perfetta. Tentando di alzarci, rischiando l’uno contro uno, il Catanzaro ha dimostrato anche di avere i difensori più forti del girone”.














