Come è nata questa scelta di scendere in Serie D, vista l’importanza della carriera di Fernando Tissone?
Avevamo qualche richiesta in Serie C e ad Ottobre avevamo quasi chiuso con una società di Serie B che però poi purtroppo ha cambiato allenatore, quindi è saltato tutto. La trattativa con il Taranto è nata per la mia amicizia con Francesco Montervino, lui cercava un giocatore importante in quel ruolo. Su due piedi non avevo pensato a Tissone, poiché lui mi ha sempre detto che sarebbe sceso in Serie D solo per una grande piazza con degli obiettivi importanti. L’ho chiamato e gli ho detto della situazione; lui si è subito dimostrato entusiasta della situazione. Mi ha chiesto di occuparmi di tutte le questioni formali, perché la sfida di questa piazza lo affascinava. Poi ci siamo sentiti anche con il presidente a cui voglio fare i complimenti, perché si è davvero dimostrato una persona in gamba e che prima di tutto vuole veramente il bene del Taranto. In 2 giorni abbiamo chiuso, il ragazzo ha preso l’aereo ed è arrivato in città.
Quanto ha influito il tuo rapporto con il DS Montervino?
Francesco è stato una chiave importante. Lui stesso ha parlato con il giocatore dicendogli del progetto e della situazione. Gli faccio i complimenti, perché non era facile fare un’operazione del genere in Serie D visto che il calciatore ha giocato in Champions League. Lo ha convinto subito e ripeto, abbiamo chiuso in pochissimo. Al di là della nostra amicizia, è stato bravo il direttore.
Cosa si aspetta Fernando da questa avventura e quali sono i suoi obiettivi?
Lui è un giocatore che è sempre stato abituato a fare categorie importanti, però è carico ed entusiasta. Alla sua età queste sfide o le senti oppure cerchi una piazza più tranquilla, perché ormai non devi più dimostrare qualcosa. Vuole far bene e vuole cercare di dare una mano ad un gruppo già forte, mettere a disposizione la sua esperienza con il mister e con i ragazzi. Vuole vincere, vuole essere protagonista e riportare, insieme a tutta la squadra, il Taranto in una categoria più consona.
Come sta fisicamente il giocatore?
Fernando sta benissimo, si è sempre allenato. È normale che gli manchi il ritmo partita visto che non gioca una partita ufficiale da tanto. Però è stato in Italia e a fine Novembre l’ho portato a fare la preparazione con il Chiasso insieme al fratello. Quindi a livello fisico sta bene, il ritmo partita lo riprenderà giocando.
Che ricordi hai invece tu della tua breve esperienza a Taranto?
A Taranto io sono stato molto bene. Non sono rimasto neanche 2 mesi forse; ho dovuto farlo perché, avendo la famiglia al nord, era una situazione troppo difficile da gestire. Però in quel poco tempo ho capito veramente che Taranto è una piazza che vive di calcio e passione. Gli auguro davvero di ottenere obiettivi importanti già da quest’anno.
Marco Mannino













